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	<title>Collinarea Festival 2013</title>
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		<title>Bando selezione Collinarea Festival 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 16:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Per l’edizione 2013 parte della programmazione sarà realizzata con la formula del bando al fine di rafforzare l’attenzione e la presenza di nuovi talenti e di favorire la presentazione di nuovi lavori anche in forma di studio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Bando di selezione per artisti e compagnie teatrali</b></h2>
<p>La Compagnia Scenica Frammenti con Fondazione Pontedera Teatro, in collaborazione con Comune di Lari, Comune di Ponsacco, Comune di Crespina, Provincia di Pisa, organizzano la quindicesima edizione del Collinarea Festival in programma dal 21 al 27 luglio 2013.</p>
<p><strong>Per l’edizione 2013 parte della programmazione sarà realizzata con la formula del bando</strong> al fine di rafforzare l’attenzione e la presenza di nuovi talenti e di favorire la presentazione di nuovi lavori anche in forma di studio.</p>
<p>Il festival Collinarea, oltre ad altri progetti direttamente curati dalla direzione artistica, sarà costituito da circa quindici spettacoli.La scelta degli spettacoli avverrà tramite bando di selezione.</p>
<blockquote><p><strong>Il termine per la presentazione delle domande è scaduto il 30 aprile.</strong><br />
Grande successo con oltre 350 domande di iscrizione ricevute.<br />
La direzione artistica ringrazia tutti gli artisti e tutte le compagnie che hanno inviato il loro materiale.</p></blockquote>
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		<title>Collinarea 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 10:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le edizioni precedenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Giunta alla XIV edizione Collinarea abita il borgo di Lari con dieci giorni di teatro, poesia, musica e laboratori dal 26 luglio al 4 agosto 2012.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/manifesto_collinarea_2012_web1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1806 alignleft" style="margin: 5px;" alt="Manifesto Collinarea 2012" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/manifesto_collinarea_2012_web1-210x300.jpg" width="210" height="300" /></a>Giunta alla <strong>XIV edizione Collinarea</strong> abiterà il borgo di Lari con dieci giorni di teatro, poesia, musica e laboratori dal <strong>26 luglio al 4 agosto</strong>.</h2>
<p>Ogni sera spettacoli di diverso formato, studi e performances, alcuni nati o riadattati appositamente per Lari: compagnie affermate sulla scena nazionale e giovani gruppi dalla promettente energia creativa, che hanno scelto Collinarea per il debutto delle loro ultime produzioni. Ci sarà una nuova sezione di spettacoli e laboratori dedicata ai bambini/ragazzi con Eva Montanari e Roberto Abbiati, concentrata nei primi giorni della settimana. Ritorna il percorso di incontri fra musica letteratura e poesia che ha contraddistinto la scorsa edizione e attraverserà l’intero programma del festival, con vari appuntamenti e  <em>Generazione, </em>una passeggiata notturna nel borgo di Lari con Simone Lenzi (cantante e scrittore) e Luca Mori (filosofo). Fra le compagnie ospiti Ascanio Celestini con <em>Discorsi alla nazione</em>, due pezzi brevi di Teatro Minimo,Dario Marconcini e Giovanna Daddi, e ancora Silvia Pasello, Biancofango, Carrozzeria Orfeo, Le Vie del fool con  Pontedera Teatro con Gengè, TeatrodellebambolE, Gaetano Ventriglia e altri ancora. Scenica Frammenti presenta il nuovo allestimento <em>R&amp;G Romeo e Giulietta Il musical </em>con una band di cinque elementi<em> </em>che, con il pretesto della rilettura ironica della vicenda shakespeariana, ripercorre quasi un secolo di repertorio musicale, dai canti popolari dei primi del ‘900 fino ai giorni nostri, passando per i mitici anni ‘60 e ’70.</p>
<p>L’ultima sera, come da tradizione, va in scena <strong>InArea,</strong> che vedrà l’intero borgo medievale invaso da artisti  e  performances itineranti  – anche un mercatino disseminato per le strade del paese – in attesa del grande concerto finale che chiuderà il festival.</p>
<p>Da quest’anno il progetto di <strong>Scenica Frammenti</strong>, per la direzione di <strong>Loris Seghizzi,</strong> si arricchisce della collaborazione artistica di <strong>Roberto Bacci e  Luca Dini</strong>, che si aggiunge al nucleo affermato nella scorsa edizione, con <strong>Massimo Paganelli </strong>e <strong>Marco Menini </strong>(curatore della sezione dedicata alla poesia e agli incontri).</p>
<h3>Gli appuntamenti del festival Collinarea 2012</h3>
<ul>
<li><a title="Spettacoli Collinarea 2012" href="http://www.collinarea.it/gli-spettacoli/">Il cartellone</a></li>
<li><a title="Laboratori Collinarea 2012" href="http://www.collinarea.it/i-laboratori/">I laboratori </a></li>
<li><a title="Incontri Collinarea 2012" href="http://www.collinarea.it/gli-incontri/">Gli incontri</a></li>
<li><a title="Rassegna stampa 2012" href="http://www.collinarea.it/rassegna-stampa-2012/">La rassegna stampa</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;" align="right">Video (da <a href="http://www.paneacqua.info/">Pane e Acqua</a>)</p>
<p style="text-align: left;" align="right"><p><a href="http://www.collinarea.it/collinarea-2012-2/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p>Video (da Lari 2012: <a href="http://www.klpteatro.it/lari-2012-videocronache-dalla-famiglia-collinarea">videocronache dalla famiglia Collinarea : Klp Teatro</a>)</p>
<p><a href="http://www.collinarea.it/collinarea-2012-2/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Collinarea sostiene Premio Critica in MOVimento</title>
		<link>http://www.collinarea.it/collinarea-aderisce-a-critica-in-movimento/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 13:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[PREMIO Critica in MOVimento
Racconta la tua serata a teatro e puoi vincere 1.000 euro
Bastano un cellulare, un computer e youtube
E ti rimborsiamo anche il biglietto d’ingresso]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Collinarea Festival</strong><br />
Sostiene</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/07/criticainmovimento.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1926" title="criticainmovimento" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/07/criticainmovimento.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>PREMIO Critica in MOVimento<br />
Racconta la tua serata a teatro e puoi vincere 1.000 euro<br />
Bastano un cellulare, un computer e youtube<br />
E ti rimborsiamo anche il biglietto d’ingresso</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center">Adori parlare alla videocamera e diffondere i tuoi contributi nel web?<br />
Hai scritto qualche riga su una serata a teatro e vorresti leggerla in video?<br />
Sei un artista e ti piacerebbe realizzare la video-critica di uno spettacolo che hai visto dando sfogo alla tua creatività?<br />
Vuoi semplicemente metterti in gioco e aggiudicarti i 1.000 euro in palio?</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Il premio Critica in MOVimento fa per te!</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/07/studio28.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1927" title="studio28" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/07/studio28-300x143.jpg" alt="" width="300" height="143" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Studio28 Tv, web tv promossa dall’associazione culturale Perypezye Urbane di Milano, inaugura, nell’ambito del progetto “Studio28 Tv – un palinsesto culturale 2.0” sostenuto da Fondazione Cariplo, il contest <em>Critica in MOVimento</em>, che premia con 1.000 euro il miglior video-racconto di teatro e danza.</p>
<p style="text-align: left;"> Il contest, aperto a tutti coloro che hanno compiuto 18 anni, dà la possibilità di raccontare davanti alla telecamera e diffondere sul web il proprio video-racconto/recensione di spettacoli cui si è assistito in prima persona.</p>
<p style="text-align: left;">Massima libertà è data ai partecipanti che possono prendere parte al contest da soli o in gruppo e creare, con l’ausilio della videocamera, di una webcam o anche di un semplice cellulare, un filmato che racconti la loro opinione su uno spettacolo visto, attraverso immagini, suoni, parole, o anche la semplice lettura di un testo personale, destinato, perché no?, al proprio blog o sito internet.</p>
<p style="text-align: left;">Non si chiede di riprendere lo spettacolo di cui si parla, ma solo di far emergere chiaramente di che evento si tratta e il giudizio sullo stesso.</p>
<p style="text-align: left;">Critica in MOVimento vuole quindi dar voce a tutti coloro che, anche casualmente, capitano a teatro e desiderano dire la loro su quanto vedono, ma anche a tutti i <em>video-addicted</em>’, persone che pubblicano sul web tramite youtube video personali dai contenuti più vari per il semplice piacere di condividere con gli altri web-nauti le proprie idee.</p>
<p>La partecipazione è aperta anche agli appassionati di teatro, nonché a giornalisti e critici professionisti che vogliano sperimentare questa particolare metodologia di critica.</p>
<p>Il contest vuole inoltre incoraggiare anche la partecipazione degli artisti che, spettatori anch’essi dei palinsesti contemporanei, possono esprimere il proprio giudizio su spettacoli, rigorosamente altrui, in modo creativo, utilizzando il linguaggio artistico a loro più congeniale.</p>
<p>Numerose realtà teatrali italiane hanno deciso di sostenere il premio e le collaborazioni così attivate offrono ai partecipanti un ulteriore benefit: la possibilità di ottenere il rimborso del biglietto dello spettacolo che si è recensito, ma solo se programmato dai partner sostenitori.</p>
<p>L’elenco delle convenzioni attivate è in continuo aggiornamento su <a href="http://www.studio28.tv/convenzioni-estate-2012/">www.studio28.tv/convenzioni-estate-2012/</a></p>
<p>Il contest ha preso il via il <span style="text-decoration: underline;">1 giugno 2012</span> e termina il <span style="text-decoration: underline;">26 ottobre 2012</span> e si svolge esclusivamente nell’apposita pagina Facebook (<a href="http://www.facebook.com/criticainmovimento">www.facebook.com/criticainmovimento</a>), su cui i partecipanti postano i propri contributi.</p>
<p>I video che otterranno il maggior numero di ‘like’ passeranno la prima selezione; sarà poi la giuria composta dai membri di Rete Critica (i principali siti, magazine online e blog italiani di informazione e critica teatrale http://www.ateatro.org/retecritica.asp) a decretare il video che, per contenuto e forma, si aggiudicherà il premio di 1.000 euro.</p>
<p><strong> INFORMAZIONI</strong><br />
Bando e regolamento completo (ed eventuali integrazioni e/o modifiche allo stesso) su <a href="http://www.studio28.tv">www.studio28.tv</a> e sulla pagina Facebook (<a href="http://www.facebook.com/criticainmovimento">www.facebook.com/criticainmovimento</a>)<br />
Informazioni: <a href="mailto:info@perypezyeurbane.org">info@perypezyeurbane.org</a></p>
<p><strong>Ufficio stampa</strong><br />
Sara Prandoni<br />
t. +39 328 7060717, <a href="mailto:sara.prandoni@gmail.com">sara.prandoni@gmail.com</a> | <a href="http://www.spcomunicazione.it">www.spcomunicazione.it</a></p>
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		<title>Due passi sono</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jul 2012 12:34:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>
		<category><![CDATA[carullo-minasi]]></category>
		<category><![CDATA[due passi sono]]></category>
		<category><![CDATA[premio inbox]]></category>

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		<description><![CDATA[Due piccoli esseri umani, un uomo e una donna dalle fattezze ridotte, si ritrovano sul grande palco dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita che li riduce dentro uno spazio sempre più stretto dall’arredamento essenziale, stranamente deforme, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/07/8-1.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1898" title="8-1" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/07/8-1-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Regia, testi ed interpretazione</strong> di Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi<strong><br />
Scene e costumi </strong>Cinzia Muscolino<strong><br />
Disegno luci </strong>Roberto Bonaventura<strong><br />
Aiuto regia</strong> Roberto Bitto<strong><br />
Collaborazione</strong> Giovanna La Maestra<strong><br />
Produzione</strong> Il Castello di Sancio Panza</p>
<p align="center"><strong><em>Spettacolo vincitore Premio Scenario per Ustica 2011<br />
Spettacolo vincitore Premio In-Box 2012</em></strong></p>
<p>Due piccoli esseri umani, un uomo e una donna dalle fattezze ridotte, si ritrovano sul grande palco dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita che li riduce dentro uno spazio sempre più stretto dall’arredamento essenziale, stranamente deforme, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante. Attraversano le sezioni della loro tenera per quanto altrettanto terribile, goffa e grottesca vita/giornata condivisa. Sembrano essere chiusi dentro una scatoletta di metallo, asettica e sorda alle bellezze di cui sono potenziali portatori, ma un “balzo” -nonostante le gambe molli- aprirà la custodia del loro carillon. Fuoriescono vivendo il sogno della vera vita da cui non v’è più bisogno di sfuggire, ma solo vivere, con la grazia e l’incanto di chi ha imparato ad amare la fame, la malattia  dunque i limiti dello stare. Immagine-cripta sacra, surreale e festosa, quella del loro matrimonio lì dove come in una giostra di suoni, colori e coriandoli, finiranno  per scambiarsi meravigliosi propositi di poesia: <em>&#8220;&#8230;Essi si sarebbero svegliati e si sarebbero affrettati a baciarsi l&#8217;un l&#8217;altro, affrettandosi ad amare, avendo coscienza che i giorni sono brevi,  che era tutto quello che rimaneva loro. Si sarebbero affrettati ad amare per spegnere la grande tristezza che era nei loro cuori(&#8230;)&#8221;</em> F. Dostoevskij.</p>
<p>Vogliamo, tra le righe della poesia, farci portavoce di una generazione presa dai tarli cui è preclusa la possibilità di realizzare, con onestà e senza compromessi, le proprie ambizioni. Sentiamo pesante l’immortalità della tragica favola di Romeo e Giulietta lì dove nulla di vivo resta se non i vecchi, la cui faida e il cui egoismo, non il caso, hanno ucciso i giovani. Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme ma solo nella cripta, col loro amore per l’eternità nelle statue d’oro che i carnefici eleveranno a ricordo. Abbiamo voglia di sfidare il mito e celebrare il lieto fine nella vita, o quantomeno nella speranza della stessa, e non nella morte avendo avuto la paradossale e sacrale fortuna di toccarla in vita. Così tra le piccole e grandi, tra le giustificate e ingiustificate, paure di questo percorso di conoscenza chiamato vita, per gioco e incanto, ci si abbandona al sonno vero del sogno lì dove nasce la nuova Bianca vita, progenie che darà continuità al piccolo amore, sempre custodito in ogni cuore.</p>
<p><strong>Cristiana Minasi</strong> (Messina -1980). Laureata in Giurisprudenza con lode e pubblicazione della tesi (in Teoria Generale del diritto, dal titolo “Il Soggetto alla Ribalta”), specializzata in Criminologia e Psicologia Giuridica (minori e famiglia). Dal 2001 è nella compagnia del “Teatro dei Naviganti” (Me), partecipa a diverse sue produzioni e  vi collabora quale pedagoga. Segue i laboratori di Norberto Presta e Sabine Uitz; Cristina Castrillo; Alessio Bergamo; Silvina e Melanie Alfie; Vincenzo Pirrotta; Raquel Scotti Hirson e Jesser De Souza (Lume Teatro, Brasil); Marcelo Guardiola (Argentina) con cui realizza il progetto “Investigation Tango Teatro Sicilia”. Dedita  alla  ricerca del clown, studia con Andrè Casaca; Paco Gonzales (Floez); Ian Algie; Andrea Kaemmerle; e gli Oucloupò. In tale direzione le sue ultime produzioni, tra le quali, Ex Machina, ovvero, conferenza tragicheffimera sui concetti ingannevoli del teatro (selezionata dal Gai per Gemine Muse 2009 e finalista del Premio Dodici Donne 2010 &#8211; ATCL). Frequenta i laboratori “Sulla ricerca di un metodo” di Emma Dante, partecipa alla performance diretta ed ideata dalla stessa in ricordo di G. Falcone, nonché al laboratorio per la realizzazione della “Carmen”. Oggi è <span style="text-decoration: underline;">partecipante attiva de “L’isola della Pedagogia” 2010/2012, diretto da Anatolij Vasiliev (Fondazione Ve e Scuola Paolo Grassi di Mi), scuola internazionale di formazione per pedagoghi. </span></p>
<p><strong>Giuseppe Carullo</strong> (Rochester- 1978). Frequenta dal 2000 la scuola di teatro Teatès diretta da Michele Perriera, tra i fondatori del “Gruppo 63”. E’ tra gli interpreti di: “Ha riconosciuto il pettine” di Gianfranco Perriera. Segue, dal  2003, la scuola del teatro Vittorio Emanuele (Messina) diretta da Donato Castellaneta, attore della compagnia di Leo De Berardinis. Nel 2004 inizia a collaborare con l’associazione culturale “Il Castello di Sancio Panza” fondata da Roberto Bonaventura e Monia Alfieri, partecipando a molteplici suoi spettacoli tra cui: Le mosche; Colapesce; Metamorphoseon XI, Metamorfosi 74, Microzoi, L’altro Regno. Fondamentali gli incontri con Anton Milenin ed Emma Dante. Insieme a Cristiana Minasi dal 2009 è in “Fragile” scritto e diretto da Tino Caspanello, nonché in “Euphorìa” di Adele Tirante, spettacolo tale ultimo segnalato e coprodotto dal festival “I Teatri del Sacro” Lucca (Eti e Federgat).</p>
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		<title>Conferenza stampa Collinarea 2012, mercoledì 18 luglio 2012</title>
		<link>http://www.collinarea.it/conferenza-stampa-collinarea-2012-mercoledi-18-luglio-2012/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jul 2012 08:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.collinarea.it/?p=1881</guid>
		<description><![CDATA[Sarà presentata la XIV edizione del Festival Collinarea
progetto di Scenica Frammenti con Fondazione PontederaTeatro]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><strong>INVITO</strong></span></p>
<div><span style="font-size: medium;"><strong>CONFERENZA STAMPA </strong></span></div>
<div><span style="font-size: medium;"><strong>COLLINAREA XIV  GENIUS LOCI &#8211; I LARI, LA FAMIGLIA</strong></span></div>
<div><span style="font-size: medium;"><strong><br />
</strong></span></div>
<div><span style="font-size: medium;"><strong>Mercoledi 18 luglio ore 12,  Sala del Tribunale Castello dei Vicari  - Lari (Pi)</strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><br />
</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Sarà presentata la XIV edizione del Festival <em>Collinarea</em></span></div>
<div><span style="font-size: small;">progetto di Scenica Frammenti con Fondazione PontederaTeatro</span></div>
<div>Giunta alla <strong>XIV edizione Collinarea</strong> abiterà il borgo di Lari con dieci giorni di teatro, poesia, musica e laboratori dal <strong>26 luglio al 4 agosto</strong></div>
<div></div>
<div><em></em></p>
<div></div>
<div><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/07/A4_stampa_collinarea.png"><img title="A4_stampa_collinarea" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/07/A4_stampa_collinarea-212x300.png" alt="" width="212" height="300" /></a></div>
</div>
<div></div>
<div><span style="font-size: small;">intervengono</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Silvia Pagnin &#8211; assessore alla cultura Provincia di Pisa</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Mirko Terreni &#8211; sindaco Comune di Lari</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Alessandra Guidi &#8211; assessore alla cultura Comune di Lari</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Alessandro Cicarelli &#8211; sindaco Comune Ponsacco</span></div>
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div><span style="font-size: small;">direzione artistica</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Loris Seghizzi &#8211; Scenica Frammenti, </span>Roberto Bacci, Luca Dini &#8211; Fondazione Pontedera Teatro,</div>
<div>Massimo Paganelli, Marco Menini &#8211; curatore sezione poesia e incontri</div>
<div></div>
<div><span style="font-size: medium;"><em>al termine verrà offerto un aperitivo</em></span></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Festival Collinarea utilizza il sistema di carpooling di AutoInComune</title>
		<link>http://www.collinarea.it/il-festival-collinarea-utilizza-il-sistema-di-carpooling-di-autoincomune/</link>
		<comments>http://www.collinarea.it/il-festival-collinarea-utilizza-il-sistema-di-carpooling-di-autoincomune/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jun 2012 12:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[automobile]]></category>
		<category><![CDATA[car sharing]]></category>
		<category><![CDATA[collinarea]]></category>
		<category><![CDATA[comune lari]]></category>
		<category><![CDATA[in comune]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[passaggio]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Festival Collinarea utilizza il sistema di carpooling di AutoInComune]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autoincomune.it"><img class="alignnone size-medium wp-image-1826" title="logo-autoincomune-2" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/logo-autoincomune-2-300x61.jpg" alt="" width="300" height="61" /></a></p>
<p><strong>AutoInComune</strong> è un servizio che permette di offrire e cercare passaggi in auto, con lo scopo di risparmiare su carburante e pedaggi, guidare meno, diminuire inquinamento e traffico e fare nuove amicizie.</p>
<p>La sicurezza è garantita dal sistema dei feedback che consente a tutti i partecipanti di commentare e valutare la serietà e l&#8217;affidabilità degli utenti.</p>
<p><strong></strong> Aiuta l’ambiente, per venire al festival Collinarea di  Lari usa <a href="http://www.autoincomune.it/" target="_blank">www.autoincomune.it</a>, il <em>carpooling</em> dei Comuni della Toscana.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Collinarea 2013. Bando di selezione per artisti e compagnie teatrali.</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 12:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Compagnia Scenica Frammenti con Fondazione Pontedera Teatro, in collaborazione con Comune di Lari, Comune di Ponsacco, Comune di Crespina, Provincia di Pisa, organizzano la quindicesima edizione del Collinarea Festival in programma dal 21 al 27 luglio 2013.

Per l'edizione 2013 parte della programmazione sarà realizzata con la formula del bando al fine di rafforzare l’attenzione e la presenza di nuovi talenti e di favorire la presentazione di nuovi lavori anche in forma di studio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Bando di selezione per artisti e compagnie teatrali</b></h2>
<p>La Compagnia Scenica Frammenti con Fondazione Pontedera Teatro, in collaborazione con Comune di Lari, Comune di Ponsacco, Comune di Crespina, Provincia di Pisa, organizzano la quindicesima edizione del Collinarea Festival in programma dal 21 al 27 luglio 2013.</p>
<p><strong>Per l&#8217;edizione 2013 parte della programmazione sarà realizzata con la formula del bando</strong> al fine di rafforzare l’attenzione e la presenza di nuovi talenti e di favorire la presentazione di nuovi lavori anche in forma di studio.</p>
<p>Il festival Collinarea, oltre ad altri progetti direttamente curati dalla direzione artistica, sarà costituito da circa quindici spettacoli.La scelta degli spettacoli avverrà tramite bando di selezione.</p>
<blockquote><p><strong>Il termine per la presentazione delle domande è scaduto il 30 aprile.</strong><br />
Grande successo con  oltre 350 domande ricevute.</p>
<p><em>La direzione artistica ringrazia tutti gli artisti e tutte le compagnie che hanno inviato il loro materiale.</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3></h3>
<p><a href="http://www.autoincomune.it"><img class="alignnone size-medium wp-image-1826" title="logo-autoincomune-2" alt="" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/logo-autoincomune-2-300x61.jpg" width="300" height="61" /></a><br />
<strong>Rispetta l’ambiente, raggiungi Lari con il carpooling dei Comuni della Toscana</strong></p>
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		<title>L&#8217;Italia s&#8217;è desta &#8211; secondo studio</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 07:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Graffiante? Velenoso? Pungente? Acuto? Provocatorio? Sferzante? Caustico? Corrosivo? Amaro? Divertente? Crudele? Offensivo? Irresistibile? Feroce? Inclemente? Difficile trovare un aggettivo idoneo per questa stranissima, irriverente discesa agli inferi della famigerata penisola. 
L’intero panorama della geografia italica viene impietosamente passata ai raggi X. A voi stilare il referto.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1762" title="_MG_4694 mario lanini" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/MG_4694-mario-lanini-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Attenzione: i fatti raccontati in questo spettacolo sono tutti reali e tratti dalla cronaca.</strong><br />
<strong> Ogni riferimento a fatti e persone è puramente voluto.</strong><br />
<strong> VIETATO AI MINORI DI SPIRITO CRITICO</strong></p>
<p>Graffiante? Velenoso? Pungente? Acuto? Provocatorio? Sferzante? Caustico? Corrosivo? Amaro? Divertente? Crudele? Offensivo? Irresistibile? Feroce? Inclemente? Difficile trovare un aggettivo idoneo per questa stranissima, irriverente discesa agli inferi della famigerata penisola.<br />
L’intero panorama della geografia italica viene impietosamente passata ai raggi X. A voi stilare il referto.</p>
<p>Un viaggio spassosissimo, divertente e surreale tra le assurdità, le amenità, le contraddizioni, i vizi e le virtù del Paese. Il profilo di un’Italia inedita, in cui si muovono i personaggi protagonisti di vicende agghiaccianti. Un Catalogo (no-strano) di storie estrapolate da fatti di cronaca decisamente inquietanti. Storie (rigorosamente vere, tratte da articoli di cronaca) che attanagliano il Belpaese. E che Stefano Massini, ha raccolto e appuntato nel corso degli anni, segnandole nella memoria, per poi restituirle in versione teatrale.<br />
All’alba del terzo millennio questo è un quaderno di appunti, di ritagli. Il sismografo di un improbabile essere nazione.<br />
Una rassegna di frammenti dall’Italia delle contraddizioni. Schegge di particelle impazzite. Turbinio di molecole sociali. Scenari italiani, italiche indagini. Un catalogo impietoso di bizzarrie assortite, mostruosità palesi, miserie grandi e piccole in salsa di acida macedonia. Un cocktail di storie. Una galleria di ritratti. Un occhio spietato che investiga lo stivale. Un caravanserraglio di vicende umane. Un carnevale di maschere in velocissima sequenza.<br />
Massini scrive per il teatro il suo Moleskine di spigolature civili. Il quadro d’insieme non sarà forse celebrativo. Ma chi se ne importa? Le fonti sono vere. Il pozzo è autentico. E non è detto che lo specchio debba per forza restituirci belli…</p>
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		<title>Collinarea a Lari: la parola al servizio del teatro. Tommaso Chimenti su Corriere Nazionale.it del 14 giugno</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jun 2012 12:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Programma del Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggi l&#8217;articolo di Tommaso Chimenti sul Corriere Nazionale . it di giovedì 14 giugno. Collinarea a Lari: la parola al servizio del teatro &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Leggi l&#8217;articolo di Tommaso Chimenti sul Corriere Nazionale . it di giovedì 14 giugno.</p>
<p><a href="http://www.corrierenazionale.it/spettacoli/teatro-e-concerti/64734-collinarea-a-lari-la-parola-al-servizio-del-teatro">Collinarea a Lari: la parola al servizio del teatro</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Discorsi alla Nazione</title>
		<link>http://www.collinarea.it/discorsi-alla-nazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 21:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>
		<category><![CDATA[3]]></category>
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		<description><![CDATA[CITTADINI!
Lasciate che vi chiami cittadini anche se tutti sappiamo che siate sudditi,
ma io vi chiamerò cittadini per risparmiarvi un’inutile umiliazione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Ascanio-Celestini-Discorsi-alla-nazione-13-62-e1339795909556.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1621" title="Ascanio Celestini" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Ascanio-Celestini-Discorsi-alla-nazione-13-62-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Di e Con Ascanio Celestini</p>
<p>CITTADINI!<br />
Lasciate che vi chiami cittadini anche se tutti sappiamo che siate sudditi,<br />
ma io vi chiamerò cittadini per risparmiarvi un’inutile umiliazione.</p>
<p>Il tiranno è chiuso nel palazzo. Non ha nessun bisogno di parlare alla<br />
massa. I suoi affari sono lontani dai sudditi, la sua vita è un’altra e non ha<br />
quasi nulla in comune con il popolo che si accontenta di vedere la sua<br />
faccia stampata sulle monete.<br />
Eppure il tiranno si deve mostrare ogni tanto. Deve farsi acclamare<br />
soprattutto nei momenti di crisi quando rischia di essere spodestato. Così si<br />
affaccia, si sporge dal balcone del palazzo e rischia di diventare un<br />
bersaglio.<br />
Ho immaginato alcuni aspiranti tiranni che provano ad affascinare il popolo<br />
per strappargli il consenso e la legittimazione. Appaiono al balcone e<br />
parlano senza nascondere nulla. Parlano come parlerebbero i nostri tiranni<br />
democratici se non avessero bisogno di nascondere il dispotismo sotto il<br />
costume di scena dello stato democratico.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>InArea</title>
		<link>http://www.collinarea.it/inarea/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 21:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>
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		<category><![CDATA[taranta d'amore]]></category>
		<category><![CDATA[teatro dei venti]]></category>
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		<category><![CDATA[valentina franchino]]></category>
		<category><![CDATA[vito e le orchestrine]]></category>

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		<description><![CDATA[Teatro dei Venti, Fupete, Valentina Franchino, Teatro dell'Elce, Cinaski, Fondazione Pontedera Teatro, Zorba Officine Creative, Mattatoio Sospeso, Vito e le Orchestrine, Mercanti di storie  e il concerto finale di Ambrogio Sparagna  con Peppe Servillo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/immagine_inarea.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1631" title="immagine_inarea" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/immagine_inarea-264x300.jpg" alt="" width="264" height="300" /></a></p>
<p><strong>In Area è la festa che chiude la rassegna il 4 agosto: </strong>l’intero borgo medievale si sveglia, animandosi in ogni angolo, una giostra di colori e spettacoli, musica, installazioni, giocoleria, clown e burattini per i più piccoli.  Una festa di metà estate in cui sarà bello stare insieme  mentre <strong>Teatro dei Venti, Fupete, Valentina Franchino, Teatro dell&#8217;Elce, Cinaski, Fondazione Pontedera Teatro</strong><strong>, Zorba Officine Creative, Mattatoio Sospeso, Vito e le Orchestrine  e il concerto finale di Ambrogio Sparagna  con Peppe Servillo</strong> porteranno per mano il pubblico alla scoperta del genio di Lari.</p>
<h2>Gli spettacoli</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ore 20.15 piazza Matteotti<br />
IL SALONE DI Z***</strong><br />
<strong>Perfomance sensoriale</strong><br />
<strong> Teatro dell&#8217;Elce</strong></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1908" title="schedaSaloneZ_Pagina_1_Immagine_0002" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/schedaSaloneZ_Pagina_1_Immagine_0002-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></p>
<p>Il salone di Z*** associa la proiezione di un documentario di interviste ai barbieri fiorentini con la ripetizione di una performance sensoriale dedicata a due soli spettatori per volta. Mentre il documentario viene riprodotto a ciclo continuo nella sala d&#8217;attesa, i due spettatori sono accolti nel salone, al centro del quale troneggiano due grandi poltrone girevoli nere. Sono invitati a sedersi e quindi a bendarsi. E dal nulla comincia un&#8217;immersione nelle atmosfere sonore, tattili e olfattive di un salone di barbiere per il tempo di una barba. Uomini e donne fanno l&#8217;esperienza, ormai sempre più rara, del rasoio, dei profumi, del pennello con il sapone, del panno caldo, mentre intorno a loro la vita del salone si svolge, come ogni giorno, tra tagli di capelli, musica, clienti che entrano ed escono, leggono il giornale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ore 20.30 da Piazza Matteotti<br />
</strong><strong>LISBOA</strong></p>
<p><strong>Opera itinerante in bicicletta dedicata a Fernando Pessoa</strong><br />
<strong>Fondazione Pontedera Teatro</strong></p>
<p><img title="Lisboa_foto di Alice Casarosa" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Lisboa_foto-di-Alice-Casarosa-300x160.jpg" alt="" width="300" height="160" /></p>
<p>regia Anna Stigsgaard<br />
con Valentina Bechi, Alice Casarosa, Chiara Coletta, Simone Evangelisti, Julia Filippo, Stefano Franzoni, Alice Maestroni, Irene Rametta, Silvia Tufano, Cristina Valota, Sara Morena Zanella<br />
produzione Fondazione Pontedera Teatro</p>
<p>Lisboa è uno spettacolo di strada dedicato al grande poeta portoghese Fernando Pessoa e alla città dove ha trascorso quasi tutta la sua vita: Lisbona.<br />
Dieci figure in nero – gli eteronimi di Pessoa – accompagnano il poeta a visitare la città, e le sue piazze e strade diventano così il luogo in cui le azioni, i canti, le musiche e le parole scandite in coro, ricreano l&#8217;atmosfera della vecchia capitale del Portogallo. Il percorso cittadino viene compiuto con undici biciclette che, volta per volta, creano file, schiere, girotondi e cadute che attraversano e coinvolgono gli spettatori e passanti, proiettandoli in un&#8217;epoca senza tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ore 21.15 piazzetta Tommaseo<br />
DONC</strong></p>
<p><strong>a spasso con Don Chisciotte e Sancho Pancia</strong><br />
<strong>Uno spettacolo di teatro circo sulle note di Cervantes.</strong></p>
<p><img title="donc" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/donc-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>Due clown si ritrovano in una città che non riconoscono, cercano l&#8217;uscita, ma l&#8217;uscita non c&#8217;è. Inizia così la ricerca della libertà e del proprio amore. Sfideranno l&#8217;immaginazione perdendo di vista la realtà delle cose per poi ritrovarsi ad affrontare le proprie paure.<br />
Metteranno a repentaglio la propria vita, perchè non c&#8217;è niente di più pericoloso dell&#8217;immaginazione.<br />
Fuoco, giocoleria, acrobatica e clownerie il loro linguaggio.<br />
Le strade, il pubblico e l&#8217;immaginazione il loro contesto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ore 21.15 piazza Matteotti<br />
SOGNI IN VOLO<br />
Valentina Franchino</strong><br />
<strong>Performance di danza aerea</strong><br />
<strong>Performance di Danza Aerea ai Tessuti</strong></p>
<p><img title="sogniinVolo2" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/sogniinVolo2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p>Una danza suggestiva sospesa ad una magica e originale struttura a forma di mezza Luna.<br />
Musiche portate dal mare e dal vento, musiche che fanno danzare sulla luna creando immagini da sogno e suggerendo nuove storie.<br />
Una partenza, un amore, una giostra: cadute, risalite e danze acrobatiche nell’aria, emozioni da guardare con gli occhi bene aperti, per poi chiuderli e ricominciare subito a sognare!<br />
Valentina Franchino è attrice e acrobata aerea, insegnante di discipline aeree e movimento espressivo presso numerose scuole di teatro e di danza italiane.<br />
Ha lavorato come acrobata aerea presso enti lirici e spettacoli teatrali in Italia e all’estero.<br />
Dal 2006 partecipa ad eventi e festival con le sue performance di danza aerea ai tessuti (Castelli in Aria e Sogni in Volo)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>dalle ore 21.15 piazza Matteotti<br />
</strong><strong>SEGNANDO SOGNI<br />
</strong><strong>Performance visiva di Fupete</strong></p>
<p>Disegni di luce a colorare l’oscura notte. Con l’aiuto di potenti proiettori e con una tecnologia di disegno digitale dal vivo unica nel suo genere Fupete disegnerà strati di luce sulle architetture del paese di Lari, sugli artisti e sul pubblico presente alla serata conclusiva. Una lunga sessione di improvvisazione visiva che inizierà col crepuscolo e ci accompagnerà fino alle ore piccole quando ormai tutto il resto sarà già smontato. Disegni, luci e colori ci trascineranno in un altrove in cui essendo parte stessa del quadro più che osservatori diventeremo sognatori, o forse, diventeremo sogni noi stessi. La fantasia al potere si, e anche un’occasione più unica che rara per ammirare il lavoro di questo poliedrico artista visivo che di recente ha scelto le nostre colline per vivere e lavorare, ma che passa lunghi periodi lontano invitato da gallerie e musei in posti come Città del Messico e San Paolo, tanto per dirne due.</p>
<p>Fupete (1975) è un poliedrico artista visivo conosciuto per il suo approccio espressivo e ruvido alla pittura e al disegno e per la sua attività internazionale di networking artistico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><strong><br />
ore 21.30 piazza Vittorio Emanuele<br />
</strong><strong>IL DRAAAGO<br />
</strong><strong>Teatro dei Venti</strong></div>
<p><img title="216616_2211010844089_1512039352_2326721_7260016_n" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/216616_2211010844089_1512039352_2326721_7260016_n-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p>con Oksana Casolari, Daniele De Blasis, Francesca Di Traglia, Francesco Bocchi,Simone Lampis, Beatrice Pizzardo, Antonio Santangelo, Igino L. Caselgrandi<br />
Regia Stefano Tè<br />
Musiche Igino L. Caselgrandi<br />
Costumi e Oggetti di Scena Teatro dei Venti<br />
Macchine Teatrali Teatrini Indipendenti Factory</p>
<p>Un Drago, una piccola città in balìa del suo potere, vittime, complici e un Cavaliere sconosciuto che prova a sconfiggerlo. La più classica sfida tra il Cavaliere e il Drago è il pretesto per uno spettacolo che meraviglia i bambini e fa sognare i grandi.<br />
Lo spettacolo è liberamente tratto da “Il Drago” di Evgenij Schwarz. Le atmosfere dell&#8217;opera originale, fiabesche ed infernali allo stesso tempo, prendono vita attraverso l&#8217;utilizzo delle tecniche del teatro di strada: trampoli, bastoni infuocati, 7 maschere giganti, sputafuoco, macchine teatrali, un drago alto 5 metri, cavalli rachitici e altre scenografie mobili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ore 21.30 via Panattoni &#8211; davanti al Circolo Arci<br />
</strong><strong>LES AMANTS DU CIEL<br />
</strong><strong>Mattatoio Sospeso</strong></p>
<p>Perfomance di danza verticale<br />
con Marco Mannucci e Alessandra Lanciotti<br />
musiche eseguite dal vivo a cura del Maestra Marco Bellagamba</p>
<div><a href="http://www.collinarea.it/inarea/mattatoio/" rel="attachment wp-att-1993"><img title="mattatoio" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/mattatoio-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a></div>
<div>Un duo aereo di mano a mano in verticale sulle pareti del castello. Acrobati in volo, musicisti sospesi a mezz&#8217;aria. Un omaggio all&#8217;immaginario di Chagall per sognare guardando il cielo&#8230;</div>
<div><a href="http://www.mattatoio.org/">www.mattatoio.org</a></div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ore 22 Chiostro della Seta<br />
VINCENZO COSTANTINO CINASKI</strong></p>
<p><img title="Cinaski2" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Cinaski2-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></p>
<p>Un recital a partire dalla raccolta poetica di Vincenzo Costantino, mosso anche dagli strani strumenti &#8211; sega musicale, strumenti giocattolo ma anche pianoforte &#8211; suonati dal vivo. Sulla scia della beat generation, verso la fine del postmodernismo in una prospettiva poetica che rintraccia le modalità dello stand up theatre di matrice anglosassone come della slam poetry statunitense, un assolo del milanese Cinaski, poeta, narratore, reader e neo-comunicatore.<br />
Scritto, diretto e interpretato da Vincenzo Costantino &#8220;Cinaski&#8221;con l&#8217;ausilio musicale di Francesco Arcuri</p>
</div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<p><strong>ore 22.15  Giardino del Comune<br />
</strong><strong>SOLO CON ABAT JOUR<br />
</strong><strong>Mercanti di storie</strong></p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/MSV11-SoloAbatjour_005.jpg"><img title="MSV11-SoloAbatjour_005" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/MSV11-SoloAbatjour_005-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Questo e&#8217; il diario di solo con abatjour, un concerto onirico, uno spettacolo che vive nella forma del teatro canzone, una favola circense popolata da santi, poeti ed ubriaconi, una ballata di ordinaria follia cantata da un cantastorie e un musicante, un&#8217;improbabile autobiografia per raccontare la propria vita e quella del bel paese, ispirata da bertolt bercht, charles bukowski, giorgio gaber, borus vian, tom waits.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>
</div>
<div></div>
<p><strong>ore 22.30 piazza Matteotti<br />
VITO E LE ORCHESTRINE</strong></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1915" title="_DSC6543 copia" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/DSC6543-copia-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p>Funambolico trio in equilibrio tra innovazione e tradizione, ecologia e riti ancestrali, umorismo e impegno politico. Una voce ruvida, graffiante, rozza e sincera, quella di Vito, che si contrappone alle melodie armoniche del dialogo chitarra/violino delle orchestrine. Semplicità e durezza al confronto in un gioco ritmato che fa ballare, ridere e pensare.<br />
Uno spettacolo che unisce musica popolare alla denuncia sociale, il folk al cabaret, una performance intensa, struggente, a tratti paradossale, che sa emozionare e divertire.<br />
Vito e le orchestrine ci portano per mano in un viaggio attraverso il tempo, dalle memorie contadine ad una pratica quotidiana di vivere e vedere il mondo attuale. Poesia, magia, bellezza di un passato troppo spesso dimenticato che ritorna e si trasforma in questo frenetico presente. Storie di santi, re e briganti, ritmi serrati, lievi, altalenanti che si mescolano sul palco fino a diventare un&#8217;unica e contraddittoria entità , come a ricordarci che gli opposti non solo si attraggono, si completano.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>ore 23.15 piazza Matteotti<br />
TARANTA d’AMORE<br />
</strong><strong>AMBROGIO SPARAGNA e ORCHESTRA POPOLARE ITALIANA</strong></p>
<p><strong>CON PEPPE SERVILLO</strong></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1916" title="Fermarono_4 copia" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Fermarono_4-copia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>La notte del gran ballo</p>
<p>Grande festa-concerto di serenate e balli della tradizione popolare italiana</p>
<p>Taranta d’Amore è una grande festa spettacolo dedicata al ricco repertorio di serenate e balli della tradizione popolare italiana: gighe, saltarelli, ballarelle, pizziche, tammurriate e soprattutto tarantelle, la danza matrice di tante tradizioni musicali delle nostre regioni.</p>
<p>Al centro della scena Sparagna, sostenuto dalla straordinaria energia e bravura dei musicisti dell’Orchestra, dà vita ad una grande festa spettacolo che riesce ad animare la piazza, la fa saltare al ritmo vorticoso dei nostri balli popolari, tra organetti, chitarre, mandolini e tamburelli. Nel corso dello spettacolo, il pubblico divenuto ‘protagonista della festa’ si lascia piano piano travolgere dalla forza della musica abbandonandosi agli inviti del Maestro a ballare, battere le mani, sorridere e fischiare una melodia, cantare un ritornello e sorridere per un numero ad effetto. Così stregato dall’energia del ritmo ed affascinato dalla varietà ed originalità dei suoni degli strumenti popolari e dalla forza delle voci che cantano tanti dialetti diversi provenienti da varie regioni italiane, il pubblico si ritrova a rivivere suggestioni ed emozioni straordinarie tipiche delle antiche feste contadine italiane.</p>
<p>L’Orchestra Popolare Italiana ha recentemente partecipato al World Music Expo di Copenhagen (WOMEX), riscuotendo un grande successo di critica e di pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Senso comune</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 21:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>
		<category><![CDATA[collinarea]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[stefano tè]]></category>
		<category><![CDATA[teatro dei venti]]></category>

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		<description><![CDATA[Scampia, quartiere all’estrema periferia Nord di Napoli, è il luogo più vicino al nostro immaginario. L’enorme sottoscala di uno dei tanti palazzoni, raro spazio d’ombra, dove le donne con la spesa si riparano dal caldo rovente rigettato dal cemento. Una zona di buco, al riparo dalle guardie, dove arriva solo l’eco storpiato del neomelodico. Zona franca usata una volta come deposito. Detersivi, saponi, vernici, carburanti, prodotti lucidanti, diluenti per cosmetici a riposo in taniche perfettamente impilate. L’odore del ragù si mischia di rimbalzo al puzzo di solvente.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/sensocomune_teatodeiventi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1628" title="sensocomune_teatodeiventi" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/sensocomune_teatodeiventi-300x159.jpg" alt="" width="300" height="159" /></a></p>
<p>Regia Stefano Tè<br />
Drammaturgia Giulio Costa<br />
Musiche Igino L. Caselgrandi e Matteo Valenzi<br />
Voce fuori campo Ernesto Mahieux (premio David Donatello 2008)</p>
<p>Senso Comune è un’opera onirica che prende forma dall’unione di tre dimensioni.<br />
La periferia è la dimensione spazio.<br />
Scampia, quartiere all’estrema periferia Nord di Napoli, è il luogo più vicino al nostro immaginario. L’enorme sottoscala di uno dei tanti palazzoni, raro spazio d’ombra, dove le donne con la spesa si riparano dal caldo rovente rigettato dal cemento. Una zona di buco, al riparo dalle guardie, dove arriva solo l’eco storpiato del neomelodico. Zona franca usata una volta come deposito. Detersivi, saponi, vernici, carburanti, prodotti lucidanti, diluenti per cosmetici a riposo in taniche perfettamente impilate. L’odore del ragù si mischia di rimbalzo al puzzo di solvente.<br />
La vita è la dimensione fisica.<br />
Incastonati in questo spazio tre corpi.<br />
Impercettibili movimenti e scatti improvvisi tracciano linee dalle quali col passare del tempo è possibile leggere le tre storie che gradualmente si espongono, si manifestano apertamente, si confidano. Nessun contatto evidente tra loro ma è comune l’origine: l’esistenza al margine. I pensieri si fanno suono e azione e così ci si addentra in vite inquinate, in storie lontane dal comune senso del bello, del ben fatto, del vivere secondo principi sani. In questo territorio si resta a somatizzare l’incuria dell’uomo regolare, sobrio, che ai margini getta il male odore, il tanto pieno di vuoto, gli avanzi, lontano dalle proprie necessità primarie.<br />
L’attesa è la dimensione tempo.<br />
Le vite in questo spazio sono ferme. Si muovono a ritroso, non procedono nel tempo. Incastrate in un luogo reale, gonfie di storie vere, ma senza un futuro immaginabile, un passo che conceda aria.</p>
<p>Le origini<br />
Il Teatro dei Venti, da anni impegnato in progetti in bilico fra teatro e sociale, comincia ora un progetto che mira a confondere i confini fra i due ambiti, per creare un contenitore in cui convivono norma e devianza, finzione e realtà, dentro e fuori. Posto che le attività in campo sociale nascono con la volontà di dare stimoli a persone affette da differenti disagi, è altrettanto vero che da queste ultime si apprende la più pura e semplice lezione di teatro, quella in cui il ‘qui e ora’ smette di essere teoria e diventa verità.<br />
Da questa presa di coscienza deriva il progetto Senso Comune che si ispira direttamente alle storie degli utenti del Centro di Salute Mentale di Modena, dei detenuti della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia e dei ragazzi della Casa di Reclusione per Minori di Nisida (Napoli). È un teatro che non propone la recita dei disagiati, ma una messa in scena del disagio attraverso il lavoro di attori che da anni sono in relazione con loro.</p>
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		<title>Amleto è morto</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 21:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Essere e non essere. Chi sono? Chi non sono? Che faccio qui, adesso? È la vita? È un sogno? Parole come spade. Armi di un eroe che si supera e diventa mito. Amleto. Giocare con le parole. Giocare con la vita. Riflessa in uno specchio. Artificio e verità. Luce e ombra. Uno spettro. Dimenticare se stessi.
Sdraiarsi in un fiume, coperti di fiori. Morire? Dormire? Sognare? Questa è la domanda. Il resto è silenzio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.collinarea.it/amleto-e-morto/amletoemortoweb/" rel="attachment wp-att-1976"><img class="alignnone size-medium wp-image-1976" title="amletoemortoweb" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/amletoemortoweb-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Con Woody Neri e Maura Pettorruso<br />
Sound designing e musiche originali di Chiarastella Calconi<br />
Testo e regia di Carmen Giordano</p>
<p>Essere e non essere. Chi sono? Chi non sono? Che faccio qui, adesso? È la vita? È un sogno? Parole come spade. Armi di un eroe che si supera e diventa mito. Amleto. Giocare con le parole. Giocare con la vita. Riflessa in uno specchio. Artificio e verità. Luce e ombra. Uno spettro. Dimenticare se stessi.<br />
Sdraiarsi in un fiume, coperti di fiori. Morire? Dormire? Sognare? Questa è la domanda. Il resto è silenzio.<br />
Macelleria Ettore incontra Amleto. Lo fa a pezzi, lo seziona e lo rimonta.<br />
Una nuova tappa di un percorso sul linguaggio, che combina artificio e verità. Che ricerca semplicità e mistero. Amleto è lo specchio di questa ricerca e Il punto da cui partiamo.<br />
Rinunciamo alla scena per la parola che si fa immagine. Accettiamo la sfida elisabettiana. Un palco nudo. Due attori interpretano Amleto e si pongono le sue domande. Il montaggio di parole, suoni, rumori, silenzio, s’impasta con le voci amplificate. L’ambiente acustico costruisce lo spazio in cui si muovono.<br />
Siamo in Danimarca. Siamo al cimitero. Siamo a teatro. È uno studio sulla presenza nell’assenza. L’immagine si presenta in assenza dell’oggetto. Amleto produce immagini e ci ricorda che l’essenza dell’uomo non sta nelle cose, ma nella possibilità che queste si svelino.<br />
Il montaggio è nella testa dello spettatore. Ognuno – da qualche parte – trova un pezzo di sé. L’eco di una domanda cui non ha risposto. Un’azione sviscerata dal pensiero e non agita. Un ricordo che ha il sapore dell’allucinazione. Uno spettro che pesa sul cuore.<br />
La drammaturgia è sintesi dell’interazione tra testo, sonorizzazione e corpo. A Chiarastella Calconi è affidato il montaggio acustico che dialoga e stride con le voci degli attori in scena, delineando un luogo fisico e mentale. La sfida è amplificare la percezione dello spettatore attraverso la sottrazione di elementi reali e l’irruzione nel fantastico. Ci interessa l’eccedenza del possibile sul reale. La percezione attraverso l’immaginazione. La fantasia come strumento di conoscenza.</p>
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		<title>Tuo Out</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 16:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Un uomo senza nome trascorre tutta la sua esistenza in una stanza. All'interno di questo piccolo universo sviluppa un suo mondo, un immaginario composto di frammenti di presente, passato e desiderato, parti di un disegno dove la figura completa è la biografia del personaggio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/EFFETTO_LARSEN_Tuo_Out_6867.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1956" title="EFFETTO_LARSEN_Tuo_Out_6867" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/EFFETTO_LARSEN_Tuo_Out_6867-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a></p>
<p><em>un progetto di e con  Matteo Lanfranchi</em></p>
<p><em>foto</em><br />
<em>FotoUp</em></p>
<p><em>produzione </em><br />
<em>Effetto Larsen</em></p>
<p><em>con il sostegno di</em><br />
<em>Danae Festival</em></p>
<p><em>Primo premio al concorso di drammaturgia urbana Borgo Teatro</em></p>
<p>Un uomo senza nome trascorre tutta la sua esistenza in una stanza. All&#8217;interno di questo piccolo universo sviluppa un suo mondo, un immaginario composto di frammenti di presente, passato e desiderato, parti di un disegno dove la figura completa è la biografia del personaggio.</p>
<p><a href="http://www.collinarea.it/stormo/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><a href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/TUO-OUT.pdf">Scarica la scheda di presentazione dello spettacolo TUO-OUT</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nobili e porci libri</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 15:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui si racconta la storia di un uomo, delle sue debolezze e delle sue solennità, delle passioni e della conoscenza; si racconta la storia di un ingegnere, filosofo, storico, pensatore, galantuomo, chimico, grande esperto di agronomia, e agricoltura, e di libri. Tanto da sperperare tutto il suo immenso patrimonio, fatto di terre e case e bellezze tutte preziose, per acquistare libri, tutti sulla storia della Puglia, per dare vita alla biblioteca più grande, la più grande, esistente nel 1963 ed oggi ancora.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Michele-Santeramo1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1900" title="Michele-Santeramo" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Michele-Santeramo1.jpg" alt="" width="280" height="213" /></a></p>
<p>di e con Michele Santeramo<br />
cura del progetto Antonella Papeo</p>
<p>Qui si racconta la storia di un uomo, delle sue debolezze e delle sue solennità, delle passioni e della conoscenza; si racconta la storia di un ingegnere, filosofo, storico, pensatore, galantuomo, chimico, grande esperto di agronomia, e agricoltura, e di libri. Tanto da sperperare tutto il suo immenso patrimonio, fatto di terre e case e bellezze tutte preziose, per acquistare libri, tutti sulla storia della Puglia, per dare vita alla biblioteca più grande, la più grande, esistente nel 1963 ed oggi ancora.</p>
<p>Qui si racconta di generosità, di donne, di ospitalità, di porci, anzi: di scrofosfingi; monumenti raffiguranti scrofe, poste ai lati di uno dei due viali di accesso alla sua villa, Torre San Giuliano, a Terlizzi, una ridente cittadina in provincia di Bari.</p>
<p>Lo si fa usando un pellicano parlante, usando gli occhiali di don Gennaro, le pagine gualcite dei libri, i silenzi delle biblioteche, la caotica eccezionalità delle piazze dentro le quali bancarelle e strilloni vendono preziosità.</p>
<p>Gennaro de Gemmis è un simbolo, troppo in fretta dimenticato; è un esempio, che oggi si porta dentro qualcosa di rivoluzionario, perché lui, per se stesso e per chiunque altro, ha operato rivoluzioni nel mondo in cui ha vissuto, e continua ad operarne oggi, nell’animo di chi conosce la sua storia.</p>
<p>Qui si racconta; come amava fare lui, in certi crepuscoli tutti meridionali, lui che non essendogli rimasto nessuno, s’era ritrovato a parlar con libri e piante e pellicani e porci.</p>
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		<title>Concerto in sol maggiore per giardino d’infanzia</title>
		<link>http://www.collinarea.it/concerto-in-sol-maggiore-per-giardino-dinfanzia/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 15:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre orfani, ormai diventati adulti, continuano ad abitare nell’orfanotrofio che li ha visti crescere. Da sempre, nella soffitta dello stabile, si rintanano durante le ore notturne, per mettere in scena i loro desideri e i loro sogni ma anche i loro incubi. Una riflessione sul senso dell’assenza e della presenza, sull’essere scelti e sull’essere abbandonati.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/TeatrodellebambolE-e1339774852671.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1600" title="TeatrodellebambolE" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/TeatrodellebambolE-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>drammaturgia e regia: Andrea Cramarossa</p>
<p>con: Mariangela Dragone, Patrizia Labianca e Dino Parrotta.<br />
luci e fonica: Giorgio Innocenti<br />
costumi: Silvia Cramarossa<br />
Aiuto regia: Claudio Ciraci<br />
Foto di scena: Iole Verano<br />
Organizzazione: Cristina Panza<br />
Consulenza per le maschere: Dino Parrotta<br />
Realizzazione maschere: Luigia Bressan</p>
<p>Tre orfani, ormai diventati adulti, continuano ad abitare nell’orfanotrofio che li ha visti crescere. Da sempre, nella soffitta dello stabile, si rintanano durante le ore notturne, per mettere in scena i loro desideri e i loro sogni ma anche i loro incubi. Una riflessione sul senso dell’assenza e della presenza, sull’essere scelti e sull’essere abbandonati.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scene da un  matrimonio</title>
		<link>http://www.collinarea.it/scene-da-un-matrimonio/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 15:17:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Una coppia di sposi in scarpe da tennis, seguita da uno strano personaggio, scende da un autobus in corsa, offre calici di champagne al pubblico raccolto alla fermata e lo invita a muoversi per le vie cittadine. I brindisi continuano finché gli sposi si immobilizzano come statue, non per sottoporsi ai flash del servizio fotografico, ma per diventare statue malleabili nelle mani dell'istrionico accompagnatore, che d'ora in poi li manipola, li dirige, gioca con loro in una serie di sketch divertenti, grotteschi e poetici al tempo stesso.

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/scene-da-un-matrimonio_6889S_foto-Marco-Pezzati.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1597" title="scene da un matrimonio_6889S_foto Marco Pezzati" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/scene-da-un-matrimonio_6889S_foto-Marco-Pezzati-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>progetto di ROBERTO CASTELLO<br />
in collaborazione con ALESSANDRA MORETTI, MARIANO NIEDDU, STEFANO QUESTORIO, AMBRA SENATORE<br />
coreografia COLLETTIVA<br />
interpreti FABIO PAGANO, IRENE RUSSOLILLO, MARIANO NIEDDU<br />
musiche AAVV<br />
costumi ALDES</p>
<p>produzione ALDES, in collaborazione con i festival Danza Urbana (BO) e Urban Bodies (GE)<br />
con il sostegno di MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali / Direz. Generale per lo spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo</p>
<p>Una coppia di sposi in scarpe da tennis, seguita da uno strano personaggio, scende da un autobus in corsa, offre calici di champagne al pubblico raccolto alla fermata e lo invita a muoversi per le vie cittadine. I brindisi continuano finché gli sposi si immobilizzano come statue, non per sottoporsi ai flash del servizio fotografico, ma per diventare statue malleabili nelle mani dell&#8217;istrionico accompagnatore, che d&#8217;ora in poi li manipola, li dirige, gioca con loro in una serie di sketch divertenti, grotteschi e poetici al tempo stesso.</p>
<p>Mescolando abilmente humour e ironia &#8211; scherno nascosto sotto il velo della serietà e serietà travestita da motto di spirito -, questa stralunata festa di nozze costringe ad un costante spostamento concettuale e ad una provocatoria ridefinizione degli spazi, personali e pubblici, urbani e teatrali.</p>
<p>Una sorridente e rumorosa narrazione cinematografica per quadri supportata, in omaggio alla cultura musicale di un popolo capace di festeggiare veramente, da una colonna sonora di musiche zingare, popolo oggi più che mai detestato e vilipeso, forse anche perché, contrariamente a noi, sembra del tutto impermeabile alla convinzione che il senso profondo della vita sia quello di accumulare cianfrusaglie. Un meccanismo giocoso adatto a qualsiasi tipo di situazione o spazio urbano.</p>
<p><a href="http://www.collinarea.it/scene-da-un-matrimonio/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Storie d&#8217;amore e di calcio</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 15:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Le storie di cui tratta lo spettacolo legano calcio e amore di paese. I protagonisti sono persone di cui mai si sentirà parlare. La piazza della quale si racconta non sarà mai sui giornali, eppure contiene ogni sera il pulsare profondo delle vite di quelle poche persone che spendono il tempo a inseguire sogni, perderli, innamorarsi, perdere.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.collinarea.it/storie-damore-e-di-calcio/vittorio_continelli_ppp-2011-1/" rel="attachment wp-att-1847"><img class="alignnone size-medium wp-image-1847" title="vittorio continelli" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Vittorio_Continelli_ppp-2011-1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>di Michele Santeramo<br />
con Vittorio Continelli, Michele Santeramo</p>
<p>Le storie di cui tratta lo spettacolo legano calcio e amore di paese. I protagonisti sono persone di cui mai si sentirà parlare. La piazza della quale si racconta non sarà mai sui giornali, eppure contiene ogni sera il pulsare profondo delle vite di quelle poche persone che spendono il tempo a inseguire sogni, perderli, innamorarsi, perdere.</p>
<p>Questi posti, e di conseguenza queste storie, conservano il gusto di una Italia diversa da quella ogni giorno raccontata dalle troppe informazioni di cui si è vittime. Raccontano un Paese in cui è ancora possibile conoscere tutti, interessarsi delle vicende dei figli, stabilire un senso di appartenenza ad una comunità.</p>
<p>Attraverso il calcio di paese, e i suoi personaggi – come per esempio il democristiano che senza capire di pallone, sotto elezioni, si fece eleggere nel consiglio di amministrazione della squadra locale, e alla prima riunione, quando fu posto il problema di comprare i guanti per il portiere, si alzò e disse: non cominciamo, se dobbiamo comprare i guanti, li dobbiamo comprare a tutti -, attraverso questi personaggi si tenta di raccontare un mondo fatto di sentimenti semplici, quelli che stanno dietro l’intelligenza, e che provano a descrivere il principale nucleo emotivo delle persone.</p>
<p>In questi racconti di calcio una punizione può avere un significato divino, e non essere soltanto un calcio da fermo; un rigore può cambiare la storia di una vita, non di una partita.</p>
<p>Non è uno spettacolo che racconta l’attualità del pallone italiano, né le pure eccezionali imprese delle grandi squadre e dei campioni. Piuttosto assomiglia a certe serate immaginate in compagnia di Brera e Rocco, davanti alla tovaglia a quadretti di una trattoria, a bere vino, parlar di donne e solo di sfuggita riflettere sul calcio.</p>
<p>Sono storie in cui tra giocatori e sparuto pubblico di amici, parenti e innamorate segrete, si insatura lo stesso rapporto di ascolto e di partecipazione che si spera di riuscire ogni sera a ricostruire a teatro.</p>
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		<title>Generazione &#8211; passeggiata notturna con Simone Lenzi e Luca Mori</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 14:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Generazione è una passeggiata notturna nel borgo di Lari con Simone Lenzi e Luca Mori.  Il titolo prende spunto dal primo romanzo di Simone Lenzi La generazione, uscito per Dalai editore. Partenza ore 22.30 dal Castello di Lari. Si consiglia la prenotazione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Passeggiata notturna nel borgo di Lari con Simone Lenzi e Luca Mori</strong></p>
<p>Un percorso a tappe di letture e riflessioni attorno alla parola “Generazione”, in tutte le sue possibili declinazioni, immersi nei suggestivi scorci del borgo di Lari.</p>
<p><strong>Si consiglia la prenotazione</strong>.</p>
<p><strong>Luca Mori</strong> svolge attività di ricerca per il Laboratorio filosofico sulla complessità Ichnos (Facoltà di Lettere e Filosofia dell&#8217;Università di Pisa, Comune di Rosignano Marittimo). Si occupa di storia della filosofia, filosofia politica, teorie dell’apprendimento e della comunicazione. Tra le pubblicazioni: La giustizia e la forza. L’ombra di Platone e la storia della filosofia politica, ETS, Pisa 2005; Il consenso. Indagine critica sul concetto e sulle pratiche, ETS, Pisa 2010; Complessità e dinamiche dell’apprendimento, ETS, Pisa 2011.</p>
<p><strong>Simone Lenzi</strong> è nato a Livorno nel 1968. Dopo gli studi in filosofia all’università di Pisa (finisce gli esami ma non dà la tesi), fa i più svariati lavori: dall’accompagnatore turistico al programmatore, dal libraio al ghostwriter di grammatiche scolastiche. Nel frattempo canta e scrive testi per i Virginiana Miller, con cui realizza cinque dischi considerati fra i migliori prodotti del panorama indie italiano. Insieme a Simone Marchesi ha tradotto il primo libro degli Epigrammi di Marziale (2008) e <em>Un’America</em> di Robert Pinsky (2009). Nel 2012 è uscito il suo primo romanzo, <em>La generazione</em> (Dalai editore).</p>
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		<title>FICO. Fantasmi in carne ossa</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 14:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Fantasmi in Carne ed Ossa è una scrittura scenica per tre attori e una mummia – che di carne non ne ha quasi più ma vive proprio perché è in scena… potere del teatro – nati rispettivamente nel 1956, nel 1961 e nel 1975 e in data indefinibile. Tre generazioni a confronto difficilmente compatibili. Quel che li accomuna (forse) oltre al teatro è un certo modo di vivere l’infanzia, crescere, socializzare, inserirsi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="right"><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/fantasmi-carne-e-ossa_13324485221.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1586" title="fantasmi-carne-e-ossa_13324485221" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/fantasmi-carne-e-ossa_13324485221-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="right">Con Walter Barone, Nicola Donalisio, Dimitri Galli Rohl<br />
e la Compagnia delle Mummie</p>
<p>Pupazzi di Cesare Inzerillo<br />
Luci Marco Gorini e Michele Fiaschi<br />
Regia di Loris Seghizzi e Dimitri Galli Rohl</p>
<p>Siamo una compagnia, ci proviamo, la tragicomica Compagnia delle Mummie. Abbiamo l’idea, il soggetto per uno spettacolo nuovo e interessante, crediamo. Siamo vivi o siamo morti? Siamo attori o siamo morti? Siamo arrabbiati, delusi, umiliati e mortificati; siamo ottimisti, rasserenati, nostalgici e sognatori.</p>
<p><em>Fantasmi in Carne ed Ossa</em> è una scrittura scenica per tre attori e una mummia – che di carne non ne ha quasi più ma vive proprio perché è in scena… potere del teatro – nati rispettivamente nel 1956, nel 1961 e nel 1975 e in data indefinibile. Tre generazioni a confronto difficilmente compatibili. Quel che li accomuna (forse) oltre al teatro è un certo modo di vivere l’infanzia, crescere, socializzare, inserirsi.</p>
<p>Gli anni ’70 hanno segnato giusto il “limite”, coloro che sono nati in quegli anni sono stati forse gli ultimi che hanno potuto sognare un futuro, eredi di chi questo mondo doveva cambiarlo in meglio e invece è stato protagonista assente degli anni dove tutto è stato deciso. In questo mondo di strumentalizzati, dobbiamo scavare e sudare come becchini per tirar fuori la vita sotterrata. Il testo dello spettacolo che la Compagnia delle Mummie vuole mettere in scena, più che un’idea geniale, vuole essere interessante. Cosa è interessante per il pubblico? I tre attori – forse morti, forse shakespeariani becchini – sono talmente diversi tra loro, per stile, formazione ed età, che finiscono per perdere di vista quella che dovrebbe essere la drammaturgia illuminata del primo spettacolo cadendo in discussioni personali sulla vita e sul teatro stesso; riflessioni amare che riguardano la vita quotidiana di tutti coloro che non sono ancora abbastanza morti per essere considerati mummie ma che si sentono troppo poco vivi per sentirsi in diritto di esser chiamati “persone, o attori”. Le mummie create da Cesare e le mummie citate dal testo sono il pretesto che innesca la metateatralità, ecco l’invenzione della Compagnia delle Mummie e il miraggio di una catartica tournè attraverso l’esistenza dell’essere umano. Le mummie, catalizzatori silenziosi, trasformano deliri e slogan televisivi in un requiem tragicomico che mira a far rivoltare le nostre coscienze in quella tomba d’indifferenza che i mezzi d’informazione scavano costantemente attorno a noi. Ce n’è e ce ne sarà per tutti, Mike Bongiorno compreso.</p>
<p>Allegria, gente: è arrivata la Compagnia delle Mummie!</p>
<p>E pensare che ci eravamo trovati solo per mettere in scena uno spettacolo…</p>
<p><em>Dimitri Galli Rohl e Loris Seghizzi</em></p>
<p><a href="http://www.collinarea.it/fico-fantasmi-in-carne-ossa/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Gengè</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 14:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo uno? Siamo nessuno? Siamo centomila? Posto sotto forma di domanda, il titolo del lungo e straordinario racconto di Luigi Pirandello ci mostra tutta la sua crudele inquietudine. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Gengè-20_Alice-Casarosa.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1501" title="Gengè 20_Alice Casarosa" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Gengè-20_Alice-Casarosa-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Drammaturgia Roberto Bacci, Stefano Geraci<br />
Regia Roberto Bacci<br />
Con Savino Paparella, Francesco Puleo e Tazio Torrini<br />
Musiche Ares Tavolazzi<br />
Realizzazione costumi Patrizia Bonicoli<br />
Direzione tecnica Sergio Zagaglia<br />
Luci Stefano Franzoni</p>
<p>Siamo uno? Siamo nessuno? Siamo centomila? Posto sotto forma di domanda, il titolo del lungo e straordinario racconto di Luigi Pirandello ci mostra tutta la sua crudele inquietudine. Siamo tutte e tre queste possibilità? In attesa di una risposta possibile entreremo nei panni di Gengè, il protagonista, e mentre la realtà sembra sempre più ipnotizzarci, questo racconto ci riporta forse lì dove tutto ha inizio: “possiamo scegliere di cambiare la nostra vita?”. La storia del “risveglio” di Gengè ad una vita maggiormente cosciente ed autonoma dal proprio destino, che sembra ormai segnato per sempre, ha un finale ancora più crudele del suo inizio. Tentando la fuga dalla sua biografia, Gengè si ritrova semplicemente in una prigione più grande, come un eroe che non potrà mai realizzare la propria vittoria evadendo verso una vita “diversa”.<br />
Dopo aver incontrato Pirandello nei miei due precedenti lavori, L’uomo dal fiore in bocca e La poltrona scura, Gengè si presenta come una domanda ancora più urgente sull’essere umano di cui occorre affrontare la crudele verità “osservandola”, senza l’illusione di semplici vie di scampo.<br />
E forse questa è l’unica possibile strada da seguire che ci aiuta a conoscere, tra i “centomila” che possiamo essere, quel “nessuno” che si immaginava essere “uno”. Voglio dedicare questo lavoro ad Alessandro D’Amico, una guida dolce, sorridente ed esperta nel nostro viaggio verso il paese “Pirandello” che, pur lasciandoci purtroppo soli troppo presto, ci aiuta a ricordare la strada.<br />
<em>Roberto Bacci</em></p>
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		<title>Oh mia poesia salvami</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 14:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Il suono dell'ombra nei versi di Alda Merini. Lettura poetica di Dario Marconcini e Giovanna Daddi. Suono di Mirco Mencacci]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Amleto-Buti_0212-Foto-M.Agus_.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1964" title="Amleto-Buti_0212-Foto M.Agus" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Amleto-Buti_0212-Foto-M.Agus_-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a></p>
<p>Dario Marconcini e Giovanna Daddi in &#8220;Oh mia poesia, salvami&#8221;.</p>
<p>Il suono dell&#8217;ombra nei versi di Alda Merini. Lettura poetica di Dario Marconcini e Giovanna Daddi. Suono di Mirco Mencacci</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Otleto</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 14:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[E' come se Brabanzio e Polonio si fossero accordati per giocare un brutto scherzo al titolare.
Si dice che questo sia possibile almeno a teatro. Non si rischia il licenziamento, specie se il titolare è morto da tempo. E comunque il titolare può sempre essere messo in discussione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/534257_3589917541550_1505551572_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1615" title="534257_3589917541550_1505551572_n" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/534257_3589917541550_1505551572_n-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Compagnia Leto: Alice De Simone, Sonia Pieraccioni, Laura Lombardi, Iris Barone, Maria Giovanna Granata, Andrea Stallone, Walter Barone, Nicola Donalisio, Simone Cini, Valerio Volpi, Yari Andrea Mazza.<br />
Compagnia Ot: Tatiana Zongo, Alice Bosio, Chyenne Sardelli, Giulia Gallerini, Martina Bini, Eva Malacarne, Giovanni Gonnelli.</p>
<p>progetto realizzato nel percorso formativo di Scenica Frammenti</p>
<p>E&#8217; come se Brabanzio e Polonio si fossero accordati per giocare un brutto scherzo al titolare.<br />
Si dice che questo sia possibile almeno a teatro. Non si rischia il licenziamento, specie se il titolare è morto da tempo. E comunque il titolare può sempre essere messo in discussione.<br />
Il fatto è che due compagnie shakesperiane si trovano, loro malgrado, a lavorare nello stesso luogo.<br />
Nel teatro come in tutti i mestieri, si sa, ci sono professionisti e presunti tali.<br />
Nel teatro, più che in molti altri mestieri, l&#8217;ego offusca le menti delle persone facendo sì che anche il più scarso attore si senta bravo e quello bravo si senta superiore ad ogni altro.</p>
<p>Le compagnie protagoniste di questa storia rappresentano, come ignari equilibristi, le due tipologie di teatranti. Messe insieme si annullano e si esaltano a vicenda ma soprattutto, in modo  assolutamente involontario, danno vita ad un atto magico: come tanti specchi dove sono costretti a guardarsi, vedono e riconoscono i propri limiti, si spogliano del proprio costume e tornano all&#8217;abito di tutti i giorni, quello della persona <em>normale.</em></p>
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		<title>Come diventare un albero</title>
		<link>http://www.collinarea.it/come-diventare-un-albero/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 13:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Diventare ciò che si è.

In natura si può osservare questo fenomeno semplice e straordinario. In  noi uomini è tutto più complicato. “How to become a tree “  è un breve testo di Snejanka Mihailova.

Dalla collaborazione tra Silvia Pasello e questa artista di origine bulgara, che si occupa di ricerca sul linguaggio performativo, nasce l’idea di una performance basata sull’interazione tra parole e suono.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/COME-DIVENTARE-UN-ALBERO2.doc_Pagina_1_Immagine_0001.jpg"><img class="size-full wp-image-1402 alignnone" title="Come diventare un albero" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/COME-DIVENTARE-UN-ALBERO2.doc_Pagina_1_Immagine_0001.jpg" alt="" width="193" height="255" /></a></p>
<p>Diventare ciò che si è.</p>
<p>In natura si può osservare questo fenomeno semplice e straordinario. In  noi uomini è tutto più complicato. “How to become a tree “  è un breve testo di Snejanka Mihailova.</p>
<p>Dalla collaborazione tra Silvia Pasello e questa artista di origine bulgara, che si occupa di ricerca sul linguaggio performativo, nasce l’idea di una performance basata sull’interazione tra parole e suono.</p>
<p>La performance si posa in uno spazio naturale, possibile interlocutore di un dialogo tra viventi.</p>
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		<title>Collinarea 2012  Genius Loci. La famiglia &#8211; i Lari &#8211; dal 26 luglio al 4 agosto</title>
		<link>http://www.collinarea.it/presentazione-del-festival-collinarea-2012/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jun 2012 14:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Scarica il pieghevole in formato PDF Giunta alla XIV edizione Collinarea abiterà il borgo di Lari con dieci giorni di teatro, poesia, musica e laboratori dal 26 luglio al 4 agosto. Ogni sera spettacoli di diverso formato, studi e performances, alcuni nati o riadattati appositamente per Lari: compagnie affermate sulla scena nazionale e giovani gruppi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/manifesto_collinarea_2012_web1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1806" title="Manifesto Collinarea 2012" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/manifesto_collinarea_2012_web1-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/pieghevole_collinarea2012_web.pdf">Scarica il pieghevole in formato PDF</a></p>
<p>Giunta alla <strong>XIV edizione Collinarea</strong> abiterà il borgo di Lari con dieci giorni di teatro, poesia, musica e laboratori dal <strong>26 luglio al 4 agosto</strong>.</p>
<p>Ogni sera spettacoli di diverso formato, studi e performances, alcuni nati o riadattati appositamente per Lari: compagnie affermate sulla scena nazionale e giovani gruppi dalla promettente energia creativa, che hanno scelto Collinarea per il debutto delle loro ultime produzioni. Ci sarà una nuova sezione di spettacoli e laboratori dedicata ai bambini/ragazzi con Eva Montanari e Roberto Abbiati, concentrata nei primi giorni della settimana. Ritorna il percorso di incontri fra musica letteratura e poesia che ha contraddistinto la scorsa edizione e attraverserà l’intero programma del festival, con vari appuntamenti e una passeggiata notturna nel borgo di Lari con Simone Lenzi (cantante e scrittore) e Luca Mori (filosofo). Fra le compagnie ospiti Ascanio Celestini con <em>Discorsi alla nazione</em>, due pezzi brevi di Teatro Minimo,Dario Marconcini e Giovanna Daddi, <em>Hi Mummy </em>di Kronoteatro, e ancora Silvia Pasello, Biancofango, Carrozzeria Orfeo, Le Vie del fool con  Pontedera Teatro con Gengè, TeatrodellebambolE, Gaetano Ventriglia e altri ancora. Scenica Frammenti presenta il nuovo allestimento <em>R&amp;G Romeo e Giulietta Il musical </em>con una band di cinque elementi<em> </em>che, con il pretesto della rilettura ironica della vicenda shakespeariana, ripercorre quasi un secolo di repertorio musicale, dai canti popolari dei primi del ‘900 fino ai giorni nostri, passando per i mitici anni ‘60 e ’70.</p>
<p>L&#8217;ultima sera, come da tradizione, va in scena <strong>InArea,</strong> che vedrà l&#8217;intero borgo medievale invaso da artisti  e  performances itineranti  &#8211; anche un mercatino disseminato per le strade del paese &#8211; in attesa del grande concerto finale che chiuderà il festival.</p>
<p>Da quest’anno il progetto di <strong>Scenica Frammenti</strong>, per la direzione di <strong>Loris Seghizzi,</strong> si arricchisce della collaborazione artistica di <strong>Roberto Bacci e  Luca Dini</strong>, che si aggiunge al nucleo affermato nella scorsa edizione, con <strong>Massimo Paganelli </strong>e <strong>Marco Menini </strong>per la parte dedicata alla poesia e agli incontri.</p>
<p>La XIV edizione conserva il sottotitolo <em>genius loci </em>perché il festival si nutre dell’aria particolare di Lari, in ascolto dell’eco del Tempo, che ha attraversato nel corso dei secoli questo piccolo luogo arroccato, conservando un’atmosfera magica sempre più rara da incontrare.<em> </em></p>
<p><strong>La famiglia – I lari</strong> sono il filo rosso del programma, declinato in diverse accezioni: un sottile gioco di parole tra il nome del paese e il concetto  romano di <em>lares</em> in quanto divinità tutelari della casa, della famiglia.</p>
<p><strong>Scenica Frammenti</strong> è storicamente la famiglia teatrale di Lari, laddove il termine<em> familia</em> è etimologicamente legato all’universo del teatro, indicando proprio le famiglie di attori.</p>
<p>Famiglia come luogo di incontro, luogo di creazione, luogo di confronto, di appartenenza ma al contempo di distanza, di scontro, di ricerca di una personale definizione, di una nostra unicità. È in questa direzione che Collinarea procede, coinvolgendo poeti, attori, cantanti, studiosi, intellettuali in un incrocio di famiglie accomunate dalla radice comune dell’esplorazione dell’essere umano. Collinarea è un crocevia di incontri e suggestioni, un luogo da attraversare e in cui sostare qualche giorno.</p>
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		<title>Gengè</title>
		<link>http://www.collinarea.it/genge/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jun 2012 22:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo uno? Siamo nessuno? Siamo centomila? Posto sotto forma di domanda, il titolo del lungo e straordinario racconto di Luigi Pirandello ci mostra tutta la sua crudele inquietudine. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Gengè-20_Alice-Casarosa.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1501" title="Gengè 20_Alice Casarosa" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Gengè-20_Alice-Casarosa-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Drammaturgia Roberto Bacci, Stefano Geraci<br />
Regia Roberto Bacci<br />
Con Savino Paparella, Francesco Puleo e Tazio Torrini<br />
Musiche Ares Tavolazzi<br />
Realizzazione costumi Patrizia Bonicoli<br />
Direzione tecnica Sergio Zagaglia<br />
Luci Stefano Franzoni</p>
<p>Siamo uno? Siamo nessuno? Siamo centomila? Posto sotto forma di domanda, il titolo del lungo e straordinario racconto di Luigi Pirandello ci mostra tutta la sua crudele inquietudine. Siamo tutte e tre queste possibilità? In attesa di una risposta possibile entreremo nei panni di Gengè, il protagonista, e mentre la realtà sembra sempre più ipnotizzarci, questo racconto ci riporta forse lì dove tutto ha inizio: “possiamo scegliere di cambiare la nostra vita?”. La storia del “risveglio” di Gengè ad una vita maggiormente cosciente ed autonoma dal proprio destino, che sembra ormai segnato per sempre, ha un finale ancora più crudele del suo inizio. Tentando la fuga dalla sua biografia, Gengè si ritrova semplicemente in una prigione più grande, come un eroe che non potrà mai realizzare la propria vittoria evadendo verso una vita “diversa”.<br />
Dopo aver incontrato Pirandello nei miei due precedenti lavori, L’uomo dal fiore in bocca e La poltrona scura, Gengè si presenta come una domanda ancora più urgente sull’essere umano di cui occorre affrontare la crudele verità “osservandola”, senza l’illusione di semplici vie di scampo.<br />
E forse questa è l’unica possibile strada da seguire che ci aiuta a conoscere, tra i “centomila” che possiamo essere, quel “nessuno” che si immaginava essere “uno”. Voglio dedicare questo lavoro ad Alessandro D’Amico, una guida dolce, sorridente ed esperta nel nostro viaggio verso il paese “Pirandello” che, pur lasciandoci purtroppo soli troppo presto, ci aiuta a ricordare la strada.<br />
<em>Roberto Bacci</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Casa di rieducazione</title>
		<link>http://www.collinarea.it/casa-di-rieducazione/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jun 2012 22:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri e proiezioni 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Il poeta Valentino Zeichen torna a Lari per presentare la sua nuova raccolta “Casa di rieducazione”, caratterizzata dalla sua inconfondibile fantasia sbrigliata, dal suo colorito estro ironico e da momenti in cui si aprono squarci assorti e meditativi senza tuttavia rinunciare all’acutezza e vivacità del suo essere passeggiatore e osservatore spregiudicato del mondo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/zeichen_jpgrtkfei8but.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1495" title="Valentino Zeichen" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/zeichen_jpgrtkfei8but-300x246.jpg" alt="" width="300" height="246" /></a></p>
<p>Il poeta Valentino Zeichen torna a Lari per presentare la sua nuova raccolta “Casa di rieducazione”, caratterizzata dalla sua inconfondibile fantasia sbrigliata, dal suo colorito estro ironico e da momenti in cui si aprono squarci assorti e meditativi senza tuttavia rinunciare all’acutezza e vivacità del suo essere passeggiatore e osservatore spregiudicato del mondo.</p>
<p><em>Poesia</em></p>
<p><em>Si dice che la poesia</em><br />
<em> manchi di vero slancio,</em><br />
<em> che non sappia volare</em><br />
<em> poiché non più sorretta</em><br />
<em> dai grandi angeli alati.</em><br />
<em> Che farci? È un mondo</em><br />
<em> di poeti atei che volano</em><br />
<em> preferibilmente in aereo.</em></p>
<p>(da <em>Casa di rieducazione</em>, Mondadori)</p>
<p>Valentino Zeichen, nato a Fiume, vive a Roma. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie:<br />
<em>Area di rigore</em> (1974), <em>Ricreazione</em> (1979), <em>Pagine di gloria</em> (1983), <em>Museo interiore </em>(1987), <em>Gibilterra</em> (Mondadori, 1991), <em>Metafisica tascabile</em> (1997), <em>Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio</em> (Fazi, 2000), <em>Poesie (1963-2003) </em>(Mondadori, 2004). Ha scritto inoltre il romanzo <em>Tana per tutti</em> (1983), la commedia <em>Apocalisse nell&#8217;arte</em> (2000), una serie di radiodrammi con il titolo <em>Matrigna</em>,  <em>Aforismi d&#8217;autunno</em> (Fazi, 2010), il monologo <em>Il testamento di Anita</em> (Fazi, 2011) e la raccolta <em>Casa di rieducazione</em> (Mondadori, 2012).</p>
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		<title>Iago</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jun 2012 21:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti conosciamo la tragica storia del Moro di Venezia, di Otello e di Desdemona, il dramma delle due pulsioni fondamentali, Eros e Thanatos, la tragedia della gelosia, scritta nel 1603 dal maestro William Shakespeare.

Zorba presenta la sua versione in cui si mette al centro della vicenda, come un ago della bilancia, Iago, il servo meschino, cinico e misogino di Otello.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Andrea-Otello.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1485" title="Andrea-Otello" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Andrea-Otello-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>con andrea cavarra in otello<br />
alice giulia di tullio in desdemona<br />
guillaime hotz in cassio<br />
roberto romagnoli in roderigo, bramanzio, montano, emilia</p>
<p>regia loris seghizzi</p>
<p>Maschere e scenografia atelier Erriquez&amp;Cavarra</p>
<p>Tutti conosciamo la tragica storia del Moro di Venezia, di Otello e di Desdemona, il dramma delle due pulsioni fondamentali, Eros e Thanatos, la tragedia della gelosia, scritta nel 1603 dal maestro William Shakespeare.</p>
<p>Zorba presenta la sua versione in cui si mette al centro della vicenda, come un ago della bilancia, Iago, il servo meschino, cinico e misogino di Otello.</p>
<p>Pur non essendo mai in scena è il motore della vicenda.Grazie a lui il motore della storia diviene l’odio, mentre la paura e l’invidia divengono il suo carburante.</p>
<p>Otello, mangiafuoco e guerriero, Desdemona, attrice di prosa, Cassio acrobata e poi Bramanzio, Montano, Emilia e Roderigo saranno i burattini nelle sue mani.</p>
<p>Ma da sempre questa vicenda è anche catarsi per il pubblico di qualsiasi luogo, di qualsiasi età e di estrazione sociale.</p>
<p>Il male che può fare un infelice è immenso.</p>
<p>L’unico modo per accettarlo è riuscire a riderne.</p>
<p>La tecnica dell’opera regia, attraverso la quale le morti si susseguono in maniera sempre più grottesca fino ad arrivare ad essere talmente assurde da essere comiche, le tecniche circensi (il fuoco, l’acrobatica, il funambolismo, la giocoleria), il canto, la danza e la musica, il canovaccio recitato all’improvviso e l’uso della maschera come nella tradizione della commedia dell’arte, sono gli strumenti attraverso i quali Zorba riesce a trasformare una vicenda tanto drammatica in una eccezionale ed esilarante sequenza di incidenti.</p>
<p><a href="http://www.collinarea.it/iago/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Una tazza di mare in tempesta Moby Dick</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jun 2012 21:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[“Una tazza di mare in tempesta”, una piccola installazione, una piccola performance, per poco pubblico che assista a piccoli oggetti che evochino grandi cose]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/una-tazza-di-mare-in-tempesta-7433-foto-lucia-baldini-e1339450628993.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1478" title="una tazza di mare in tempesta 7433 foto lucia baldini" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/una-tazza-di-mare-in-tempesta-7433-foto-lucia-baldini-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Una tazza di mare in tempesta  &#8211; Moby Dick<br />
con Roberto Abbiati e Luca Salata e Alessandro Calabrese<br />
musiche e registrazioni a cura di Fabio Besana<br />
scenografie costruite nei laboratori di scenotecnica di Armunia</p>
<p>Il mare. Che mare?<br />
Il rumore del mare. Cosa ti fa venire in mente il rumore del mare?<br />
Il Moby Dick di Melville. Un libro. Tutto il mare in un libro.<br />
S’accende qualcosa ogni volta che lo si prende in mano, il libro, e allora poi si comincia a immaginare in grande, balene, velieri, oceani, via, le cose più esagerate.</p>
<p>“Una tazza di mare in tempesta”,<br />
una piccola installazione, una piccola performance,<br />
per poco pubblico che assista a piccoli oggetti che evochino grandi cose.<br />
Tutto rubato da Melville, per pochi minuti.<br />
Come se si fosse nella stiva di una baleniera. Tutto qui</p>
<p>Per un numero massimo di 15 spettatori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tre Civette</title>
		<link>http://www.collinarea.it/tre-civette/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jun 2012 21:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella migliore tradizione delle fiabe popolari e antiche, dentro questa storia c’è il viaggio iniziatico e avventuroso di un principe che vuole diventare un uomo adulto. Dovrà superare moltissimi ostacoli… streghe, boschi di notte, grotte oscure, incantesimi e batticuore. Alice, come nella migliore tradizione dei cuntastorie, ci accompagna in questo percorso immergendosi nei vari personaggi che arrivano, improvvisando con il pubblico, tra risate e meraviglie.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Scheda-Artistica-tre-civette_Pagina_1_Immagine_0001.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1475" title="Alice Giulia di Tullio - Tre civette" src="http://www.collinarea.it/wp-content/uploads/2012/06/Scheda-Artistica-tre-civette_Pagina_1_Immagine_0001-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a></p>
<p>di e con Alice Giulia Di Tullio<br />
Costumi Cristiana Suriani aka Miss Kitsch<br />
Maschera Atelier Erriquez&amp;Cavarra</p>
<p>Nella migliore tradizione delle fiabe popolari e antiche, dentro questa storia c’è il viaggio iniziatico e avventuroso di un principe che vuole diventare un uomo adulto. Dovrà superare moltissimi ostacoli… streghe, boschi di notte, grotte oscure, incantesimi e batticuore. Alice, come nella migliore tradizione dei cuntastorie, ci accompagna in questo percorso immergendosi nei vari personaggi che arrivano, improvvisando con il pubblico, tra risate e meraviglie.</p>
<p>Alice Giulia Di Tullio Attrice e Contastorie, da tanti anni lavora nell’ambito del teatro per bambini, ragazzi e adulti attraverso spettacoli, laboratori, animazioni e incontri, curando iniziative promosse da Scuole, Biblioteche, librerie e Comuni.</p>
<p>Con la fiaba “Le tre Civette” Alice mette a disposizione dei bambini e degli adulti le proprie capacità interpretative, creando un piccolo evento che assume una propria forma originale ed unica. Solo nel XX secolo le fiabe  sono state considerate come racconti per l’infanzia, precedentemente rappresentavano un passatempo anche per gli adulti ed avevano una grande importanza nella vita della comunità. Le fiabe venivano raccontate da contadini, pescatori, pastori, nelle aie, nelle stalle, accanto al fuoco la sera prima di andare a dormire, racconti di storie fantastiche, d’incantesimi, di maghi, di imprese eroiche, di esseri soprannaturali intenti ad evocare o scongiurare un evento imminente, con riferimento a tradizioni ed usanze tipiche del vissuto popolare, a testimonianza di un mondo antico da sempre presente.</p>
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