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La compagnia teatrale Scenica Frammenti, presenta dal 21 al 30 luglio la XIII edizione di Collinarea, quest’anno con la direzione artistica di Loris Seghizzi in collaborazione con Massimo Paganelli e Marco Menini.
Collinarea vuol essere, rappresentare e dare colore ai luoghi dell'anima, un'anima che vive grazie all'emozione, alla voglia di esistere e "riesistere" in questo paese dove l'arte, la cultura e l'umanità dell'uomo rischiano di diventare elementi secondari della vita quotidiana. Questo è l'anno della resistenza culturale, l'anno in cui il teatro è orfano di un sistema politico e sociale che abbandona il figlio prediletto. In questi momenti così bui in cui la facile tentazione è lasciar perdere tutto, nascono le cose più belle, gli stimoli ideali per continuare a crederci, le energie necessarie per continuare la ricerca di un sogno, la voglia di dimostrare che credere in ciò che si ama, alla vita stessa, è l'azione più importante da
compiere per vincere contro ogni arroganza, contro chi vuole una società televisiva e addormentata, contro chi ci vuole felici a momenti e terrorizzati per il resto della giornata.
Noi ci crediamo..

Gli spettacoli
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Poesia, arte o malattia? Bobo Rondelli incontra sette giovani poeti
Dopo l’incontro con Franco Loi, continua il viaggio di esplorazione del cantautore livornese Bobo Rondelli nell’universo poetico contemporaneo. Questa volta sono sette giovani poeti a incrociare la malinconica ironia dell’istrionico musicista, per attraversare quella terra di confine che separa e unisce la musica e la poesia.
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Fulvio Cauteruccio/Compagnia Krypton in “Terroni d’Italia”
Terroni d’Italia ha come tema portante l’emigrazione dal sud rappresentata come una delle più amare conseguenze dell’unificazione nazionale e delle scelte di politica estera del Conte di Cavour
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Claudio Morganti in “Lectura Dantis”
Per me si va. Per me si sa. Per me si è. Si tratta di un viaggio all’inferno. Quello di Dante, quello dove ancora si parla, ancora si vede, si incontrano persone.
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Dimitri Galli Rohl in “Uomo schifoso n.1″
Uomo schifoso n°1 è la voce di una generazione che non ha padri da vendicare né da uccidere, la voce di una generazione allevata da madri divenute proprietarie del proprio utero ma che purtroppo si sono innamorate dei figli che hanno partorito. L’incesto edipico si ripropone al contrario, mentre i padri – pieni di vergogna – abbandonano la scena in punta di piedi senza dare spiegazioni. Formidabili, davvero.
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Egumteatro e Gogmagog / Tommaso Taddei in “Quanto mi piace uccidere”
Tommaso Taddei è un promettente politico di 30 anni appena eletto dai suoi concittadini. Amante di emozioni forti, ha fondato la sua lista civica a poche settimane dalle ultime elezioni battendo con grande disinvoltura i suoi avversari.
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Roberto Abbiati in “Riccardo infermo, il mio regno per un pappagallo”
“Il mio regno per una pappagallo” mischia brandelli shakesperiani alla storia quotidiana e ospedaliera di un attore/clown, con le sue paure e i suoi incontri, quelli veri, con le persone, con la malattia, con chi ieri c’era e stamani al risveglio non c’è più.
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Quotidiana.com in “Grattati e vinci” (primo studio/anteprima nazionale)
Grattati e vinci è l’atto del creare in una condizione di totale impotenza. Impotenza come identificazione in un’alterità, percezione della sua stasi.
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Massimiliano Civica in “Il bandolo della matassa” (spettacolo laboratorio)
Una serata con bicchieri di vino, una lavagna magica e alcune delle poesie più belle della letteratura italiana. Il regista Massimiliano Civica, con la collaborazione degli spettatori, smonterà e leggerà alcune poesie di Pascoli, Metastasio, Leopardi, Poliziano, dei Cantari Toscani e di svariati “poeti minori”
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Oscar De Summa in “Straniera”
Lo spettacolo è una prima indagine intorno alla necessità della violenza in quanto aspetto non secondario dell’animo umano.
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Compagnia Laboratorio Scenica Frammenti in “Società Espressa”
Cari signori voi tutti, diteci il vostro gusto, quel che più vi piace e noi provvederemo! Si, noi abbiamo risposte a tutto e visto che le domande le conosciamo già, cerchiamo tra di voi chi riesca ad uscire, anche solo per un attimo sia ben inteso perché può essere pericoloso, dallo schemino quotidiano e porci un quesito diverso dal solito.
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Valentino Zeichen in “L’autore ovvero l’ombra del gatto selvatico”
In un percorso a ritroso, costellato di disincanto e ironia, Valentino Zeichen ripercorre i nuclei tematici dell’intera sua opera, in un corpo a corpo con il Tempo, attraverso uno sguardo severo e al contempo divertito.
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Silvia Paoli in “Livia. facciamo che io ero morta tu eri un principe mi davi un bacio e rivivevo”
Due bambini giocano in giardino con delle tartarughine e uno dice all’altro:“Facciamogli fare l’amore!” e l’altro risponde: “Oh, si!.. Ma come le spogliamo?”
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Michele Bandini in “Concerto in se minore”
Il progetto muove da un’assenza. È un lavoro acustico, sonoro, che gioca con apparizioni e sparizioni, frastuono e silenzio.Nasce da una suggestione legata all’universo letterario di Beckett.
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Compagnia Berardi Casolari in “Briganti”
“Briganti” affronta le tematiche del brigantaggio meridionale post-unitario (1860-61); la scena si svolge in una cella delle carceri del ex- Regno delle Due Sicilie
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Maurizio Lupinelli in “Strappi”
Strappi (azione drammatica in tre movimenti) Tre strappi antichi, dove la parola diventa visione, si fa carne: il primo, Edmund il figlio bastardo di Re Lear,; il secondo, Kleist e…
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Canio Lo Guercio in “canzoni sussurrate”
Il concerto di Canio Loguercio è una travolgente messa in scena di canzoni d’amore cantate per lo più in napoletano, la ‘sacra madrelingua delle passioni’.
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Elvira Frosini in “Can you eat me? ( in K-O-Incidence)”
Una performance scaturita dalla ricerca per la nuova produzione 2011 sul tema del cibo, un rivolo che scorre e si chiude.
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Fortebraccio Teatro/Roberto Latini in “Iago”
IAGO è una riscrittura dell’Otello di Shakespeare. O meglio, un modo diverso di suonare parti del testo.
Pensato come un concerto, lo spettacolo che proponiamo, nato all’interno del progetto RADIOVISIONI, torna su alcune tappe della nostra ricerca sull’amplificazione. -
Matilde Facheris in “Lavorare … Stanca”
Un monologo; la condizione di precarietà totale, lavorativa e sentimentale, dell’attrice che lo interpreta; il caso dei suicidi a France Telecom, in particolare la vicenda di Michel Deparis, appassionato della corsa, quindi avvezzo alla resistenza e al dolore dei crampi; l’importanza del lavoro nella vita di ogni essere umano; il tentativo di immaginare un’esistenza più umana, libera e felice.
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Compagnia Pop Opera in “Onora il padre e la madre” (primo studio)
La nostra venuta al mondo è un evento epico, e ogni storia che ne segue può assumere i colori di un’epopea. Onorare i genitori significa qui raccontarli, nel profondo legame con loro, con una sincerità che, negando il senso di colpa, renda loro omaggio attraverso una vittoria “incondizionta” nella vita quotidiana di figli.
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Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco in “Primo Quarto. educazione fisica” (studio in anteprima nazionale)
E’ educazione fisica, non libertà. I giocatori non pensano, si muovono, sono ingranaggi della stessa macchina. L’allenatore piega i loro corpi, i corpi eseguono. Reagiscono, non elaborano. E’ un gioco. Contano sono le regole. I ruoli si decidono per attitudine al comando o alla devozione, per arbitrio. Ma fino a dove può spingersi un allenatore, quando finisce il gioco?
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Teatro Bō in “Sogno di una notte di mezzo Estathè”
Uno studio sull’inconscio che, partendo dal Sogno di W. Shakespeare, sveste le battute della loro magniloquenza lasciandole inaspettate e spurie.
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Flavia Mastrella e Antonio Rezza in “Pitecus”
Pria che l’uomo canti due volte e rinneghi il suo spirito libero, lì, a contatto di gallo, l’uomo alzerà gomito e cresta e cozzerà le sue basse ambizioni contro un soffitto di inutile speranza.
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Cesar Brie in “120 chili di Jazz”
Ciccio Méndez non è mai esistito. Nasce dalla cattiva abitudine di due amici robusti che ho perso di vista i quali, seduti ai miei fianchi in una classe del Colegio Nacional Sarmiento a Buenos Aires, mi facevano fare la parte del prosciutto nel panino, schiacciandomi in mezzo a loro.
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Teatro Forsennato / Dario Aggioli in “Le voci di fuori”
Aurelio Fuori (rappresentato in scena con un manichino) è un ventriloquo di successo che ha perso di vista i valori della vita. Ora gli rimangono solo i ricordi di un passato perduto, oggetti e pupazzi animati con un software che ne controlla voci, movimenti e luci, da un attore seminascosto. L’intento è quello di sovrapporre performer e tecnico: atto estetico, drammaturgico e di protesta al sistema produttivo attuale.
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Scenica Frammenti in “Fantasmi In Carne Ossa”
Fingiamo di essere una compagnia, la tragicomica Compagnia delle Mummie. Questo ci permette di poterci muovere tra la gente senza destare sospetti. Siamo in viaggio, cerchiamo di raggiungere il Villaggio, luogo dei sogni, la zona franca dove si può trovare una nuova vita o recuperarne una andata… Siamo arrabbiati, delusi, umiliati e mortificati; siamo ottimisti, rasserenati, nostalgici e sognatori.
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Daniele Timpano e Elvira Frosini in “Si l’ammore no. Site specific version”
Le più belle storie d’amore sono quelle che finiscono quando uno dei due muore sul colpo.
Un uomo e una donna. S’ incontrano. Si amano. Si mangiano.
L’amore nell’immaginario collettivo, tra cliché, misoginia, pornografia, femminismo, sdolcinatezze e melensaggini. -
Scenica Frammenti in “Fantasmi in Carne Ossa” – Replica
Fingiamo di essere una compagnia, la tragicomica Compagnia delle Mummie. Questo ci permette di poterci muovere tra la gente senza destare sospetti. Siamo in viaggio, cerchiamo di raggiungere il Villaggio, luogo dei sogni, la zona franca dove si può trovare una nuova vita o recuperarne una andata… Siamo arrabbiati, delusi, umiliati e mortificati; siamo ottimisti, rasserenati, nostalgici e sognatori.
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Fabio Franceschelli / OlivieriRavelli Teatro in “Terzo Millennio”
Una Donna, un Maiale, un Pescatore, si impegnano in un dialogo serrato, carico di dramma e di forte umorismo. Un crescendo di tensione e di attesa che nel finale raggiunge il parossismo sino ad esplodere per il sopraggiungere di un EVENTO particolare. Immersi in un assurdo molto familiare, Maiale, Donna e Pescatore affrontano il mistero della loro esistenza, alla ricerca di un senso che non si riduca al ridicolo che loro malgrado incarnano.
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EmmeA’ Teatro in ” SCHIAVI IN MANO! …hai per caso visto il mio lavoro?… “
Il teatro è un’arte che deve aiutare a vivere. Cercare qualcosa da celebrare insieme al pubblico, che dia
coraggio, che restituisca dignità allo sguardo degli spettatori, che ricordi agli esseri umani di essere
umani. Lavorare alla ricerca della verità, della bellezza, dell’arguzia dell’intelligenza, della verità
dell’uomo, del senso della vita, della gioia di esserci, nonostante l’ingiustizia e il dolore del mondo -
Cada Die Teatro in “Marea, la vita in ogni respiro”
Due marinai affogano la loro rabbia nel rum e raccontano tra disperazione e comicità, la storia dell’incontro con Marea, una principessa marina in grado di vivere sia nell’acqua, sia fuori di essa che ogni notte ritorna bambina. Ma la fiaba si intreccia con la tragedia umana di quattro clandestini buttati a mare dalla barca dove erano saliti nel tentativo di scappare dalla miseria e dalle guerre del loro paese.
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InArea: la serata conclusiva – Bobo Rondelli in concerto e molti altri artisti
Con Giovanna Velardi, Michelangelo Ricci, Orchestrina taglio e cucito, Tony Clifton Circus, Cafarnaum, Sonalastrana, Oteme, Cantieri Osso del Cane e il concerto di Bobo Rondelli.































