Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco in “Primo Quarto. educazione fisica” (studio in anteprima nazionale)
Primo Quarto.
educazione fisica
(studio in anteprima nazionale)
Durata 30′
di Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco.
Il nostro progetto è raccontare l’epopea di un popolo, retto da un’autocrazia. Alcuni degli elementi che caratterizzano un’autocrazia sono: l’uniformità ad uno stesso codice di comportamento ed alle stesse regole morali; la paura del castigo; il nazionalismo e la volontà di supremazia; l’allenamento fisico per una mente ed un corpo sani; l’abnegazione e la totale fiducia nel credo dettato dal Sovrano.Ma come degenera un rapporto fondato sul potere? Quanto può essere grande la volontà di comando? La paura di perdere il controllo sulla comunità, cosa provocherebbe? I protagonisti della nostra indagine sono l’allenatore e la sua squadra. Immaginiamo un gruppo di studenti che condivide l’ora di educazione fisica, della pallacanestro. La loro volontà è compiere un gesto eroico e meraviglioso per lasciare la propria orma sul campo. Abbiamo di fronte una squadra con pantaloncini neri, maglietta bianca e nobili intenzioni. Nel religioso silenzio della disciplina e del rigore si allenano, giorno dopo giorno, praticando l’obbedienza incondizionata. Concentrati nel processo di verifica delle proprie forze e spinti alla costruzione dell’azione perfetta, imprimono al corpo e alla mente il grido: “If you can’t, then you must!!! Se non puoi, allora devi”. Tutte le squadre sportive hanno un allenatore, la mente che coordina le loro potenzialità. Egli è colui che, studiando le caratteristiche dei suoi giocatori, assegna i ruoli e le aree da occupare dando ad ognuno uno scopo preciso e funzionale al gioco. Porta il pallone in campo, strumento senza il quale non è possibile giocare. Decide chi è capace e punisce chi non segue con disciplina il suo volere. Noi siamo alla ricerca dell’ esasperazione sia dalla parte di chi un potere lo accetta e lo subisce che dalla parte di chi lo esercita. Il nostro sovrano è L’ Allenatore. Egli manipola la morale. La modestia, la benevolenza e la moderazione le annienta perché considerati ostacoli alla sovranità. Predica il sacrificio per il raggiungimento di uno scopo collettivo mirando alla realizzazione di se stesso. Perpetua la menzogna e insinua la diffidenza alla ricerca della verità.La sua follia condurrà tutti verso l’unica strada possibile: la caduta dell’impero. E la comunità? E’ La Squadra, che venera il dislivello tra le forze e ritiene la soggezione necessaria. Teme l’allenatore. Tenta di amare, stimare e interpretare la diversità di potenza come diversità di valore, garantendo l’impossibilità di rovesciare il rapporto. Inerte, preferisce obbedire che prendersi la responsabilità di comandare a se stessi o ad altri. Non reagisce perché nella molteplicità trova contentezza. Il momento storico e il quadro sociale che viviamo ci appare lucido, preciso, crudele.E’ educazione fisica, non libertà.
I giocatori non pensano, si muovono, sono ingranaggi della stessa macchina.
L’allenatore piega i loro corpi, i corpi eseguono. Reagiscono, non elaborano.
E’ un gioco. Contano sono le regole.
I ruoli si decidono per attitudine al comando o alla devozione, per arbitrio.
Ma fino a dove può spingersi un allenatore, quando finisce il gioco?
Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco
Manuela Lo Sicco nasce a Palermo nel 1977 e manifesta già molto giovane il desiderio di dedicarsi a discipline legate ad espressioni artistiche del corpo, ginnastica artistica, danza classica, danza contemporanea, in realtà matura una ricerca personale che non vede pienamente espressa nella scelta della danza. Concluso quindi l’iter scolastico con la Maturità Classica sceglie di conseguire il Diploma c/o la Scuola di Recitazione del Teatro Biondo di Palermo. La sua esperienza in Teatro che la vede per diversi lavori sul Palcoscenico le permette di mettere a fuoco quelle caratteristiche che si prefiggerà di raggiungere come punti essenziali di riferimento per tutta la sua successiva carriera di Attrice: coniugare alla fisicità che sente con forte forza interiore all’espressione verbale . Trova una significativa affinità con un gruppo di giovani attori alla ricerca di nuove formule teatrali che coinvolgano attore, testo e pubblico in una esperienza carica di emozione e coinvolgimento e con loro, Emma Dante, Sabino Civilleri, Gaetano Bruno fonda la Compagnia Sud Costa Occidentale. Da lì cresce giorno per giorno, rappresentazione su rappresentazione la formula vincente che le permetterà di sperimentare sulla propria pelle e con grande rigore un percorso artistico che continua a maturare e tradursi in consenso del pubblico nei diversi lavori che la vedono più volte interprete principale. La parola fuori dal testo, i temi della vita all’interno del teatro, i forti sentimenti e le emozioni fuori dalle barriere corporee fanno dell’artista la sua caratteristica presenza scenica . Dotata di grande generosità e desiderio di non tenere per sé i traguardi maturati conduce con dedizione e impegno un gran numero di laboratori teatrali nei quali inizia attori giovani e non ad una nuova metodologia di studio sul linguaggio teatrale. L’accurata ricerca del ritmo musicale da tradurre in passi di elaborato teatrale le permettono di ottemperare alla recente sfida alquanto impegnativa affiancando il maestro Barenboim nella realizzazione della Carmen per la prima del Teatro alla Scala per la stagione lirica in corso.
Sabino Civilleri, nato a Palermo il 22 luglio 1976. Dopo il diploma conseguito presso l’istituto tecnico per operatori turistici nel 1995, si trasferisce a Londra dove frequenta un corso di lingua inglese e contemporaneamente segue le lezioni di drammaturgia presso la RSC di Londra. L’incontro con il mondo della recitazione avviene presso l’accademia seguendo i colleghi del corso di recitazione. Nel semestre inizia una frequentazione più assidua nel tentativo di comprendere le dinamiche di un testo attraverso la messa in scena. Incontra diversi giovani artisti della Subway londinese e delle case accupate di Brixton. Lo stesso anno incontra Manuela Lo Sicco. Con lei, ballerina di danza contemporana, si legherà sentimentalmente ed artisticamente. All’inizio del 1996 lascia l’accademia di Londra attratto dai nuovi fermenti culturali e torna a Palermo,la città è in piena” primavera culturale” voluta dall’ex sindaco Orlando. I cantieri culturali alla Zisa diventano polo di aggregazione di arte ed esperienze teatrali. La sala lettura dei cantieri è il luogo dello studio e degli incontri con gli artisti che da tutta Italia arrivano a Palermo. Viene ammesso all’Università degli studi di Palermo alla facoltà di lettere moderne indirizzo dello spettacolo. Studia Storia del Teatro con il professore Beno Mazzone presso il Teatro Libero, sede della cattedra e teatro dell’università. E’ in questo periodo che approfondisce la conoscenza dei maestri del teatro clandestino: Eugenio Barba, Ludwig Flashen, Grotowsky, Carmelo Bene,Mario Martone, Franco Scaldati, Michele Perriera, Mejerhold, Peter Brook, Kantor, Leo De Berardinis. Nello stesso periodo decide di partecipare all’audizione presso la scuola di recitazione del Teatro Stabile di Palermo Andrea Biondo; sarà grazie ad una frase di Peter Brook che convincerà la commissione ad ammetterlo alla scuola. Il suo percorso di studi presso lo Stabile di Palermo termina dopo soli sei mesi, preferisce una realtà meno istituzionalizzata, la sua ricerca e la sua ampia conoscenza del teatro contemporaneo lo spingono ad una scelta più indipendente che gli permetta di esprimere una propria identità teatrale. Lavora presso la chiesa di Sant’ Eulalia dei Catalani alla Vuccirìa con la compagnia della Fortezza di Elio Gimbo, Laura Spacca e Roberto Atanasio: l’esperienza termina con la messa in scena dello spettacolo “La Fortezza” liberamente tratto dal Romanzo di Dino Buzzati, “Il deserto dei Tartari”. Dopo il debutto sarà Roberto Atanasio ad invitarlo, presso l’atelier di Beatrice Morroi, al primo incontro con Emma Dante. Con lei, Manuela Lo Sicco, Gaetano Bruno ed Italia Carroccio fonderà la compagnia SudCostaOccidentale. Inizierà un laboratorio permanente da cui nasceranno gli spettacoli: “mPalermu” progetto vincitore del premio scenario 2001 e spettacolo vincitore del premio Ubu 2001; “Carnezzeria” vincitore del premio Ubu 2002; Il suo percorso è ben strutturato, nel pieno controllo della sua fisicità, ed avendo elaborato una ottima espressione artistica fondata sul dualismo parola – movimento esprime la sua forte presenza scenica nella “La Scimia” tratto da “Le due zittelle” di Tommaso Landolfi, con questo spettacolo la critica gli assegnerà il premio come migliore attore dell’anno per l’interpretazione al Festival di Salzburg in Austria. Versatile nel gesto e nel linguaggio interpreta il duplice ruolo di Apollo ed Eracle in “Alkestis”, spettacolo prodotto dallo Stadt theatre di Luzern in Svizzera; poi “Cani di Bancata” spettacolo sulla mafia e “Le Pulle” in cui interpreta un transessuale. Severo con se stesso e rigoroso nel suo lavoro ha acquisito un metodo che dal 2005 applica in un percorso laboratoriale dedicato alla formazione di giovani attori insieme a Manuela Lo Sicco ed Enya Idda. Nel 2008 ha partecipato al progetto “Appunti per la ricerca di un metodo”, ciclo di laboratori di formazione presso “La Vicarìa”, spazio teatrale diretto da Emma Dante e sede della compagnia SudCostaOccidentale. Nel 2009 costituisce insieme a Giovanni Filippi, Enya Idda, Manuela Lo Sicco, Chiara Bakti Casorati, Davide Livornese l’associazione Culturale Uddu.
