Da un’esperienza nata in un ambulatorio pediatrico
un festival itinerante, un confronto di culture necessario
che trasforma in favola le storie che non conosci

C’è una cosa che forse accomuna tutti a qualsiasi latitudine, è il momento in cui si  prende sonno da bambini.

In quell’istante intimo, le percezioni si sfilacciano e diventano altro, meno certa è la consequenzialità delle azioni, il conforto del causa-effetto,la logica e gli assi cartesiani traballano, si affaccia l’equivoco, si palesa lo spavento, la trasfigurazione, i linguaggi hanno un posto ambiguo, la parola scandisce un’altra metrica,un’altra schiuma è la sintesi dei pensieri, esi apre la grande occasione, la prossimità emotiva, il sussurrare, le labbra, l’odore, il calore, l’amore.

E’ il passaggio a rete per il racconto, affiorano le memorie popolari, le favole, le storie colte e d’autore, inventate, sconclusionate, sorprendenti, diverse e simili.

A volte però, purtroppo può essere quello proprio il momento del vuoto, dell’abbraccio mancato, dell’incredibilmente niente, della solitudine drogata dai monitor, dalla luce sempre accesa.

Il racconto orale è la radice del mondo e le fiaba una coda di cometa affascinante. Questa ricchezza tra generazioni costruisce il senso del vivere doloroso lontano dalle proprie origini.

“Mamme Narranti” nasce dall’esperimento che vivo nel mio ambulatorio di pediatra di base.

Da otto anni invito e accolgo mamme e papà a raccontare la favola con cui si addormentavano da piccoli a casa loro. Mamme e papà che provengono da molti paesi del mondo si raccontano nella loro lingua e nell’italiano che conoscono e si incontrano questa volta a Lari, ospitati da altre mamme e papà.

Il racconto sostiene l’importanza del ‘tempo perso’, ovvero il tempo del gioco: una fase creativa costruttiva che, esattamente come il racconto e l’ascolto del racconto, è l’officina della fantasia.

Ascolteremo tutte le favole, ci saranno suoni e colori, il circo, gli attori e, alla fine, la fiaba più bella verrà letta dai capocomici e disegnata in diretta da Sergio Staino.

Andrea Satta

Direttore artistico del festival Mamme Narranti

Gli incontri non sono casuali, lo sappiamo, ma quando segui una strada libera dalle complicazioni politico-burocratico-amministrative finisci per incontrare sul tuo cammino persone che come te hanno preso quella via per cercare, o talvolta inseguire, un sogno. In questo caso, per questa nuova storia, il sogno di artisti che hanno una vicenda di teatro, musica e “vita” lunghissima alle loro spalle, ne hanno ereditato la bellezza e cercano di conservare la purezza di quella identità che porta il valore umano ad un livello superiore di quello artistico.

Così, tra una camminata e una corsa, tra respiri semplici e affanni complicati, ho incontrato Andrea Satta e la sua storia, o forse è meglio dire “le sue storie”, tra le quali almeno due mi hanno appassionato, tanto sono vicine a me: Quella di suo padre, da cui è nato lo spettacolo Fisarmonica Verde e quella del festival Mamme Narranti, una giostra di umanità e teatro che solo una persona come Andrea poteva inventarsi e far diventare così luminosa.

Insieme ai miei splendidi compagni di avventure abbiamo deciso di aprire la nostra casa e farlo entrare, insieme alle “sue” madri di tutto il mondo. Queste, accompagnate dai loro figli, sotto braccio a grandi artisti innamorati del progetto e insieme ad altre mamme del posto, portano le fiabe da ogni dove: storie che hanno camminato insieme alla loro vita e ora fanno tappa qui a Lari, al Collinarea Festival, per poi continuare il loro viaggio chissà dove, nel tempo. Sono certo che ci incontreremo ancora nel nostro eterno girovagare.

Loris Seghizzi

Direttore artistico del Collinarea Festival

Partner del progetto L’ARCI ha individuato proprio in questo viaggio fra i bambini, le mamme, le favole, le memorie e le distanze, uno strumento prezioso e attualissimo sul tema delle relazioni fra culture di cui si sta occupando sempre di più in questi anni. Tante le realtà sociali, associazioni e formazioni artistiche che da anni frequentano questa urgenza e questa frontiera di umanità, che sostengono il nostro progetto: Il progetto MigrArti del Mibact, Save the Children, ACP Associazione Culturale Pediatri, Treccani, Radio3 RAI, Pianoterra, Uppa la rivista scritta dai pediatri per i genitori, Teatro Verde, Nati per Leggere, Unima Italia, Ipiemme, Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare, Questione di Sguardi, Scuola di Babele, L’Indice, Atac.

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