Ilenia Veronica Raimo in “Mingus!”

durata 60 minuti
Spettacolo consigliato dai 16 anni

PRIMA PER LA TOSCANA

Con Luca Pissavini e Ilenia Veronica Raimo
Regia Antonio Mingarelli
Musiche Luca Pissavini
Di Ilenia Veronica Raimo

Vincitore del premio “Borsa Lavoro Alfonso Marietti” IX edizione 2015/2017, assegnato dall’Accademia dei Filodrammatici.
“…la commissione ha riconosciuto nello spettacolo Bastard un apprezzabile ricerca di linguaggio personale e una felice interazione tra recitazione e musica.”
Vincitore del premio “Incroci Teatrali” 2016, assegnato dal circuito ScenAperta, in collaborazione don MTM Teatro Litta.

Uno spettacolo fra teatro e musica dal vivo per descrivere uno dei grandi geni musicali del Jazz. Figlio di un padre mulatto, nato da un nero e una svedese, e di una madre mezza cinese mezza pellerossa: Antonio Mingarelli, Luca Pissavini e Ilenia Veronica Raimo presentano il contrabbassista e genio jazzistico Charles Mingus come un autentico Bastardo. Ilenia Veronica Raimo, la voce narrante che ricorda e racconta, e Luca Pissavini, attraverso un linguaggio di suoni e azioni fisiche, in scena sostengono veri e propri dialoghi. Il risultato è un’osmosi di linguaggi creativi. La forza di questo progetto sta proprio nell’ incontro tra diversità di arti, persone e culture, che generano un’inevitabile bellezza e potenza. E Charles Mingus ne è l’emblema.

Parliamo d’identità e di Jazz, un percorso nel quale ci addentriamo cercando attraverso l’esperienza di vita di Charles Mingus, di sviscerare temi universali che fanno parte della vita di tutti noi come l’amore, la ricerca di Dio, la follia, il sesso e il continuo oscillare tra sacro e profano.

Uno entra in un ospedale psichiatrico per fare due chiacchiere e finisce che un dottore ebreo con la testa da nazista vuole affettati il cervello. Lì ho scritto un testo intitolato: Gentile da parte sua essere venuto al mio funerale.

Charles Mingus è un personaggio dalle mille contraddizioni. Il profondo disagio vissuto a causa del colore della sua pelle e le difficoltà di integrazione a cui deve far fronte, uniti ad un’ innato istinto sciamanico, lo spingono a portare avanti ricerche filosofiche, musicali, spirituali, su cosa significhi “essere umano” a prescindere dalla razza stessa. Il fatto di essere meticcio lo pone in una costante condizione di esclusione dalle diverse comunità in cui tenta d’inserirsi. A seconda dell’interlocutore di turno, egli viene considerato troppo scuro per essere bianco, o troppo chiaro per essere negro. E’ costretto dunque a crearsi una identità con la quale convivere e portare avanti i suoi pensieri, a volte anticonformisti, usando il Jazz.

È per noi una sfida poter parlare di uno dei più influenti interpreti ed innovatori della musica Jazz, di un uomo che seduce con la sua personalità e ci porta in questo suo mondo che affascina e allo stesso tempo stupisce per le sue incoerenze. Abbiamo iniziato lo studio di questo progetto pensando all’uomo, all’identità, alla società e alla musica, ma ci siamo accorti strada facendo che temi come povertà, iniquità, razzismo, discriminazioni di ogni tipo, sfruttamento del lavoro, sono temi più che mai attuali. È possibile parlare di identità senza affrontare discriminazioni, conflitti interiori e conflitti sociali? Ripercorriamo la vita di chi ha voluto conquistare il mondo attraverso l’arte e soprattutto attraverso la musica, battendosi per i diritti dei più deboli.

Per quanto possiamo pensare di conoscerci, di essere maestri delle nostre emozioni, rimane molto spesso almeno un punto buio, un limbo della nostra personalità che ha bisogno di essere esplorato. Dall’infanzia all’età adulta, la vita è fatta di varie esperienze di vita più o meno piacevoli. A tutti capita di ricordare con gioia, con malinconia, o anche con dispiacere gli episodi vissuti in famiglia, tra amici, in società o anche nella propria intimità. Tutti questi eventi forgiano il carattere. È quindi in quei ricordi che andiamo a ricercare gli elementi che ci portano alla definizione della nostra identità. Ammesso che ne possiamo aver una di cui siamo o non siamo consapevoli. Come ci vediamo? Come ci possiamo definire in società? Quale sguardo ha l’altro su di noi? Ebbene con il nostro MINGUS!, cerchiamo non di dare risposte ma di suscitare ulteriori interrogativi che ci spingano ad una costante ricerca del nostro Se supremo.

E se fossimo tutti Mingus?

Mingus number 1, Mingus number 2, Mingus number 3.

Qual è il Bastardo che vuoi mostrare al mondo?

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21:00

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Evento

Spettacoli teatrali

Luogo

Castello dei Vicari
Via del Castello, 1, Lari (PI)
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