Giostra

Opera ubiqua 2026

La Giostra andrà in scena il 31 luglio e 1 agosto a Lari



La Giostra è una vertigine provocata dall’intreccio visivo ed emotivo di Pagliacci e Schiaccianoci; e sappiamo bene che l’opera di Leoncavallo inizia proprio con l’arrivo di una compagnia di giro in un paese, e il racconto di Hoffmann  è ambientato in un luogo fantastico, magico… esattamente come Lari.

Il borgo diventa un contenitore scenografico, un palcoscenico diffuso.

Vivere l’Opera ubiqua da spettatori significa vivere dentro lo spettacolo, essere nel set, sentirsi parte della messa in scena.

L’ubiquità e il luogo – il borgo di Lari – alimentano reciprocamente la bellezza e l’innovazione della proposta artistica.

La Giostra andrà in scena il 31 luglio e 1 agosto 2026 a Lari (PI).

ven31lug22:00Opera ubiqua: La Giostra – Pagliacci e Schiaccianoci22:00 DISCIPLINA:OPERA UBIQUATIPOLOGIA:PRIMA NAZIONALE

sab01ago22:00Opera ubiqua: La Giostra – Pagliacci e Schiaccianoci22:00 DISCIPLINA:OPERA UBIQUATIPOLOGIA:REPLICA

Sinossi

Safi, una ragazzina di 14 anni, arriva a Lari con Milo, il fratellino di dieci anni,  e i genitori per assistere ad uno spettacolo “ubiquo” tratto da Pagliacci, la celeberrima opera di Leoncavallo.

Safi però è irritata, perché quella sera non può andare avanti in ciò che la ossessiona da tempo — superare il livello “Re dei Topi” nel suo game, ispirato alla storia di Schiaccianoci e il Re dei topi, di E. T. A. Hoffmann, famoso per il balletto con le musiche di Tchaikovsky.

Quando arriva nel borgo che ospita lo spettacolo resta colpita da quanto quel luogo ricordi l’immaginario di Schiaccianoci.

Si siede tra il pubblico. Pagliacci inizia e, come presa da un sonno simile a un incantesimo, Safi si assopisce e si ritrova dentro il suo game.

Da quel momento le due storie iniziano a correre in parallelo…

 

Intervista ai direttori artistici

Nota

Senza entrare mai nel giudizio, lo spettacolo scrive una metafora sul nostro rapporto con il virtuale, un invito a riflettere sul fatto che la mente sia lo strumento di immaginazione più potente, di per sé capace di creare parallelismi tra ciò che viviamo e ciò che desideriamo vivere; meravigliosamente efficace per evadere da ciò che non ci piace e permetterci di sognare.

Il teatro è uno dei luoghi dove si può sognare, fantasticare e volare con l’immaginazione restando però a contatto con la materia viva: gli esseri umani.

Ecco che “La Giostra” rappresenta anche una vera e propria chiamata a teatro.

 

Crediti

Safi MencacciMarie Stahlbaum
Milo SeghizziFritz Stahlbaum
Eros CarpitaHerr Drosselmeier
Alice Bosiomadre Stahlbaum
Gimmi Baronepadre Stahlbaum
Vittorio LombardiSchiaccianoci (Nussknacker)
Alice Giulia di TullioRe dei Topi
Iris BaroneFrau Mauserinks
Luca BicchielliCanio
Daniela BulleriNedda
Walter Barone  — Tonio
Edoardo Mancini BaldacciBeppe

Veronika Maritati e Samuele Bazzano — danzatori
Sveva Gini, Sergio Masiero, Filippo Brancato,
Kseniia Rotar, Margherita Bandinicapi coro

Giacomo Macellonibatteria e gingilli
Giovanni Bracci —  chitarre
Stefano Cencetti —  piano

Orchestra “Stefano Tamburini”
formata dagli allievi e docenti
dell’Accademia Musicale di Pontedera
direttore M° Giovanni Sbolci

OsmannGold Orchestra con
Fiorello Luciano –  flicorno
Fausto Antonini
– trombone
Cosimo Avigliano – sax tenore/soprano
Ennio Clari
– piano
Mattia Giovannini
flauto
Marco Nesi
– trombino
Andrea Baldini
– contrabbasso
Marcello Nesi
– timpani
Stefano Pratesi
– tromba

Stefano Cencettidirezione musicale
Silvia Rubesregia del coro teatrale
Zaira Di Stefanoassistente alla regia
Manuela Audibert —  coreografie danza
Marco Del Fornodirezione tecnica
Mirco Mencacci —  disegno del suono
Eros Carpita scenografia e ideazione costumi
Boris Pimenovregia video
Roberta Platania —  produzione audio visual mapping

Loris Seghizziscrittura e regia

Una produzione Sartoria Caronte

ERA UBIQUA

Partecipa!

Chiamata per la formazione del coro teatrale cittadino per l’Opera ubiqua 2026: La Giostra – Pagliacci e Schiaccianoci è u n’esperienza immersiva in cui il teatro diventa spazio diffuso, un progetto da Sartoria Caronte per Collinarea XXVIII.