CHANSON (INDI)GESTE

Scenica Frammenti / Achab Teatro

Mercoledì 18 Luglio, ore 22.00
Piazza Matteotti

Un bosco incantato nel quale sono intrappolati due “cavalieri”, il cristiano Rinaldo e il Moro Ferraù. A tenerli segregati in questo luogo la magia di Angelica, la donna della quale i due, l’uno all’insaputa dell’altro, sono all’inseguimento di ritorno dal Santo Sepolcro. È in questo spazio chiuso che si svelano i bassi istinti sessuali e predatori che animano realmente i due cavalieri, solo apparentemente schierati su campi avversi.

Chanson Indi-Gesteoffre allo spettatore uno sguardo disincantato e atipico sul mondo dei paladini e delle loro imprese che serve da pretesto per una riflessione offerta al pubblico sulle guerre, soprattutto quelle di religione, combattute in tutti i tempi ed in tutti i luoghi. E’ questo il punto di partenza di uno spettacolo che prende spunto dalle Chansonsdel ciclo carolingio e bretone (ma anche dall’Orlando furiosodell’Ariosto che da esse riparte), per dare vita ad un episodio che potrebbe appartenere ad una Chanson“Indi-Gesta”, ovvero difficile da digerire da un punto di vista etico per il ribaltamento proposto degli stilemi poetici dei testi medievali: il paladino eroe indiscusso, difensore dei deboli e degli oppressi, della donna e dei princìpi cari alla morale cristiana.

La scelta stilistica adottata per la scrittura è quella di una prosa poetica che sfrutta il verso e la rima. L’obiettivo è quello di caratterizzare linguisticamente il testo con il richiamo alla tradizione, ma rendendo per questo più stridente il contrasto con il messaggio proposto: quello che le guerre non hanno mai nobili cause che le giustifichino. In questo senso è l’uomo, inteso come “maschio combattente”, a rappresentare la ferocia della guerra e dei bassi istinti di conquista e potere che, rivestiti di alti ideali, sono causa di sofferenza sempre e dovunque. È così che il Paladino (Rinaldo) ed il suo alter ego, il Moro (Ferraù), diventano portatori di un’etica della distruzione e della ferocia stigmatizzata nella grottesca condivisione di atti inumani. Per questo, il merito ed il vanto della dignità cavalleresca risiedono, l’uno agli occhi dell’altro, nel mero numero di uomini, donne e bambini trucidati.

La perdita di umanità dei due “cavalieri” viene duplicata nel passaggio da un linguaggio elevato ad uno basso, secondo l’equazione: degradazione umana = degradazione linguistica. Incapaci così di controllare i loro bassi istinti, i due diventeranno anche incapaci di controllare la lingua, aulica ed elegante, nella quale si esprimono per mera convenzione, tornando a parlare un dialetto che rappresenta la loro vera, crudele, natura.

In tutto questo gioco di rimandi sarà la Donna (Angelica) a risultare vincitrice, in quanto depositaria di una sincera umanità. E d’altronde sarà sempre lei, è proprio il caso di dirlo, a tirare le fila delle vicende dei due cavalieri che, mossi dalle sue abili strategie, si paleseranno niente altro che Pupi nel senso della più classica tradizione popolare siciliana.

Con: Daniela Bulleri (Angelica), Eros Carpita (Ferraù), Daniele Milano (Rinaldo), Mirco Capecchi (contrabbasso). Musiche di scena e direzione musicale: Marco Lenzi; disegno luci e scenografia virtuale: Michele Fiaschi. Drammaturgia: Gabriele Benucci Regia: Loris Seghizzi

Si ringrazia Todomodoper la disponibilità dei costumi

22 luglio 2018 - CONCERTO EVENTO - EPICA, ETICA, ETNICA, PATHOS

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